Lo
dicono tutti. Lo diciamo anche noi. Grillo e i grillini hanno vinto. È un dato.
Nessuno lo può mettere in dubbio. Pertanto una riflessione va fatta su questo
nuovo movimento, che se non è proprio nuovissimo, è in questi giorni che si sta
imponendo con forza.
Molti sono sconcertati dal fatto che i
grillini facciano solo protesta e non proposta. Certamente è così. Molti sono
sconcertati sul fatto che non c’è (o per lo meno non ci sarebbe) una coerenza
programmatica di cui si fanno portavoce. Certamente è così. Pochi però rilevano
che c’è qualcosa di più grave di cui sconcertarsi. Mi riferisco al fatto che il
Movimento 5 Stelle
afferma
un’evidente quanto pericolosa menzogna antropologica. Chiarisco.
Scomodo a tal riguardo il vecchio e buon
Manzoni (ovviamente Alessandro non Piero, cioè quello delle “feci in scatola”).
Nel capolavoro de
I Promessi Sposi
il
capitolo 21 non solo fa da spartiacque (nel senso che prima va tutto male per
Renzo e Lucia e quindi per il Bene; poi inizia l’apoteosi della Provvidenza, per
cui va tutto bene per i protagonisti e tutto male per il Male), esso è anche
importante per capire cosa lo Scrittore milanese pensasse dell’uomo. Egli
soleva dividere l’umanità in due categorie, coloro che sono dalla parte degli
umili e coloro che invece decidono di mettersi dalla parte dei prepotenti.
Verissimo. Tutto sommato l’umanità si divide così.
Manzoni, però, ci teneva a precisare che
tale distinzione non è circoscrivibile al campo socio-economico, nel senso che
non è vero che tutti i poveri decidono di mettersi dalla parte degli umili e
tutti i ricchi da quella dei prepotenti. Certo, la povertà più facilmente può far
capire il valore dell’umiltà, così la ricchezza più facilmente può tentare
verso la prepotenza; ma non c’è automatismo a riguardo. Manzoni non solo
afferma questo, che è verissimo sul piano antropologico, afferma qualche altra
cosa che è ancora più decisiva: la scelta che si fa nel profondo del proprio
cuore non è mai una scelta definitiva. Chi sceglie il Bene è chiamato
continuamente a faticare per confermare la propria scelta. Così, chi sceglie il
Male non è definitivamente perduto, può anche rivedere la sua vita,
convertirsi. Ed ecco l’importanza del capitolo 21, che è il capitolo della
celebre conversione dell’Innominato.
Vi starete chiedendo cosa c’entri tutto
questo con le recenti elezioni e con la vittoria dei Grillini. C’entra per
quella menzogna antropologica a cui ho alluso prima e di cui il
Movimento 5 Stelle
si fa evidente
portavoce. I politici si dividerebbero in onesti e disonesti non tanto relativamente
a scelte che compiono nell’intimo della propria coscienza, quanto per appartenenza
alla vecchia o alla nuova politica. Se si appartiene alla vecchia politica si è
automaticamente disonesti. Se si appartiene alla nuova politica (quella del
web, delle piazze, delle raccolte-firme e quant’altro …) si è necessariamente
onesti. Convinzione, questa, che non solo è di un’ingenuità spaventosa, ma che è
anche stata smentita dalla storia remota, da quella prossima e anche da quella
presente. Vi ricordate cosa è successo ad alcuni politici dell’IDV (Italia dei
Valori)? Partito che ha fatto dell’incorruttibilità neogiacobina il suo cavallo
di battaglia, partito giustizialista… che ha finito poi col trovarsi nelle sue
fila alcuni amministratori che appena “hanno potuto”… “hanno fatto”.
C’è un famoso detto che dice:
i soldi fanno venire la vista ai ciechi.
Si
tratta di un’espressione popolare che esprime una verità indiscutibile. L’uomo
(anche quello che crede di essere forte nelle sue idee buone e inconfutabili) è
tentato dal male e se non si fortifica affidandosi non a se stesso ma a Dio e
costruendo tutto sul timore di Dio (cioè sul timore del giudizio di Dio) prima
o dopo (molto spesso in modo continuativo anche “durante”) finirà col cedere.
La Bibbia lo dice: «
Stolto è l’uomo che
confida in se stesso
». Parafrasando: Stolta è quella politica che confida
sulle proprie buone intenzioni e sui propri metodi.
Dopo Manzoni voglio scomodare un altro
grande scrittore, l’inglese Chesterton, il famoso creatore di padre Brown,
investigatore pressoché infallibile. Ebbene, proprio il sacerdote-detective,
alle domande del suo fidato amico Flamboux sul perché riuscisse sempre a
scoprire il colpevole, rispondeva dicendo che la sua tecnica era quella di
immedesimarsi nell’assassino o nel ladro e pensare cosa avrebbe fatto se fosse
stato lui ad aver commesso il misfatto… aggiungendo che ogni uomo può
facilmente (attenzione: facilmente!) essere un angelo o un diavolo. Basta poco.
Se si confida solo in se stessi il passo verso il Male è brevissimo.
Grillo e i grillini affermano:
utilizzando un’altra tecnica politica automaticamente si sarà onesti. Non è
così. Solo gli ingenui possono crederci.