La
concezione cristiana della sessualità
Prima di affrontare il discorso in merito alla
sessualità prematrimoniale, è necessario spiegare cosa è la sessualità secondo
il Cristianesimo. Per il Cristianesimo la sessualità è un valore, perché creata
e quindi voluta da Dio. Per il Cristianesimo non è valore ciò che è conseguito
dal peccato, ma ciò che Dio ha iscritto nella natura, in questo caso nella
natura dell’uomo.
L’essere umano non è stato voluto da Dio come una
sorta di angelo, cioè con una natura esclusivamente spirituale, bensì come
unione di spirito e di corpo. Ora, la sessualità altro non è che la dimensione
corporea della reciproca donazione di quell’uomo verso quella donna e di quella
donna verso quell’uomo, che si sono uniti nel vincolo indissolubile del
matrimonio-sacramento.
I
rapporti prematrimoniale negano la donazione
Da ciò si capisce l’illegittimità della sessualità
prematrimoniale (e ovviamente anche di quella extra-coniugale). Infatti, tale
sessualità non può essere vissuta nella dinamica della donazione. La donazione,
infatti, ha bisogno della definitività. Non è definitivo ciò che è ancora
temporaneo e provvisorio. Nessuno può negare il fatto che il fidanzamento non
sia definitivo … se è fidanzamento è proprio perché non c’è alcuna
definitività.
Né ha senso fare un’obiezione di questo tipo:
Ma chi ci dice che il matrimonio sarà
definitivo?
Obiezione che non regge: ci sarebbe contraddizione in ciò che
afferma la Chiesa se essa ammettesse la solubilità del matrimonio, cosa che
invece non è.
La castità prematrimoniale è la capacità di rimaner
fedeli al proprio marito e alla propria moglie ancor prima di conoscerli.
Chi si sente di negare quanto sia
importante rimaner fedele al proprio marito e alla propria moglie, al proprio
fidanzato e alla propria fidanzata? E allora perché negare quanto sia
importante la fedeltà anche nella prospettiva del futuro? Perché ritenere che
la fedeltà sia un valore solo nella contemporaneità –conoscendo il marito o la
moglie- e non anche nella prospettiva del futuro, cioè quando ancora non si sa
chi sarà il compagno di vita che la Provvidenza vorrà.
In merito alla questione dei rapporti prematrimoniali
un’altra obiezione che solitamente vien fuori è questa:
Ma perché privarsi del piacere della sessualità? Non è Dio stesso che
l’ha inserita nella natura umana?
La risposta non è difficile. Certamente
Dio ha inscritto il piacere nella sessualità così come ha iscritto il piacere
in ogni bisogno importante della natura umana. Ha iscritto il piacere anche nel
mangiare. Si immagini cosa accadrebbe se non provassimo piacere a mangiare.
Faremmo questo ragionamento:
Adesso devo
muovere le mandibole … chi me lo fa fare. Mangerò stasera …
e poi anche la
sera posticiperemmo al giorno dopo e così via … e intanto moriremmo di inedia.
E così anche per la sessualità: se non ci fosse la dimensione del piacere,
l’umanità si sarebbe già estinta. Ma –e qui sta il punto- un conto è apprezzare
la dimensione del piacere, altro è fare del piacere la componente e il criterio
fondamentali. Per ritornare all’esempio del mangiare: se devo mangiare per
alimentarmi, va bene apprezzare il piacere del mangiare; ma se in quel momento
non è bene che mangi per non danneggiare l’organismo, non posso e non devo
mangiare solo per soddisfare un piacere che poi si trasformerà in un danno per
la mia salute.
I
rapporti prematrimoniali negano la responsabilità
Ma oltre a tale motivo, i rapporti prematrimoniali
sono illeciti anche perché sono sempre irresponsabili. Il ragionamento è molto
facile: il metodo contraccettivo più sicuro è la pillola antifecondativa, la
quale ha una percentuale di “successo” (rattrista utilizzare questa
terminologia, ma lo facciamo per farci capire) non superiore al 90%. Il che
significa che i metodi anticoncezionali occasionali (quelli che solitamente si
usano tra i giovani) hanno una percentuale di “successo” ben al di sotto del
90%. Ciò vuol dire che la sessualità fuori del matrimonio è sempre comunque
irresponsabile: si “gioca” con una terza vita che non solo ha il diritto di
nascere qualora venisse concepita, ma che ha anche il diritto di trovare un
nucleo familiare stabile, un papà e una mamma.
Dunque, la sessualità
pre
ed
extra
matrimoniale
è, oltre ad un grave peccato (e già questo dovrebbe bastare per capire), un
atto sempre e comunque irresponsabile.