Il Giudizio Cattolico

Ama la verità; mostrati qual sei, e senza infingimenti e senza paure e senza riguardi.
E se la vita ti costa la persecuzione, e tu accettala; e se il tormento, e tu sopportalo.
E se per la verità dovessi sacrificare te stesso e la tua vita, e tu sii forte nel sacrificio.
San Giuseppe Moscati


> Teologia, fede, morale

La devozione mariana esiste da sempre nella Chiesa



Fu il Concilio di Efeso nel 431 a decretare la “maternità divina” di Maria. I protestanti hanno preteso affermare che da lì sarebbe partita la devozione mariana tra i cristiani. Invece non è affatto così: la devozione mariana esiste da quando esiste il Cristianesimo.

A conferma del fatto di quanto sia errata la convinzione che abbiamo appena citata, si pensi che il Concilio di Efeso si celebrò in un edificio dedicato alla Vergine, il che fa capire chiaramente che il culto mariano già esisteva.

Elenchiamo alcune notizie importanti:


  • La più antica preghiera rivolta a Maria di cui si ha traccia, Sub tuum praesidium ( “Sotto la tua protezione cerchiamo rifugio, Santa madre di Dio. Non disprezzare le suppliche di noi che siamo nella prova, ma liberaci da ogni pericolo, o Vergine gloriosa e benedetta” ), è stata trovata ad Alessandria d’Egitto in un papiro egiziano, copto, acquistato nel 1917 dalla John Rylands Library di Manchester e pubblicato la prima volta nel 1938. Secondo gli studiosi, risalirebbe agli inizi del III secolo. Di sicuro risale ad un tempo molto anteriore al Concilio di Efeso (431) che –come abbiamo già detto- attribuirà a Maria il titolo di “Madre di Dio”.

  • In un’antica colonna nella Basilica dell’Annunciazione a Nazareth, colonna probabilmente del II secolo o al massimo del III, è leggibile un’iscrizione in lingua greca, scritta da una pellegrina, che, in ginocchio (così scrive), “sotto il luogo sacro di Maria”, ha lasciato inciso il proprio nome e quello dei suoi cari, per affidarli alla Madonna. Ma cosa interessante: nell’iscrizione la pellegrina precisa di aver eseguito i riti e le preghiere prescritte.

  • Sempre a Nazareth, contemporaneamente alla scoperta di questa iscrizione, ne è stata trovata un’altra (sempre del II secolo, massimo del III), che testimonia con certezza il culto che i primi cristiani prestavano a Maria. In questa iscrizione, scoperta dall’archeologo padre Bellarmino Bagatti (1905-1990), si legge benissimo il saluto angelico: “Ave Maria”.

  • Nelle catacombe di Priscilla, a Roma, si trova una rappresentazione che risale al III secolo. In essa si vede la figura di un vescovo, che, imponendo ad una vergine un sacro velo, le indica come modello Maria Santissima, che è dipinta con il Bambino Gesù in braccio.

  • Sempre nelle catacombe della via Salaria si può osservare un epitaffio posto davanti al loculo di un defunto di nome Vericundus . Il nome è tracciato su due tegole unite tra loro, che chiudono il loculo. Fra queste due tegole, sulla calce che le unisce, spicca, dipinta molto probabilmente dalla stessa mano che tracciò il nome del defunto, una “M” che, secondo la nota studiosa Margherita Guarducci, sta a significare Maria. Insomma, si voleva porre sotto la protezione della Vergine l’anima del defunto. Ebbene, questo epitaffio risale al II secolo.

  • A Roma, sotto l’altare della confessione nella Basilica di San Pietro, nel cosiddetto “muro G2, che conteneva le ossa dell’apostolo Pietro identificate dalla studiosa Margherita Guarducci, sono state trovate incise diverse scritte, databili all’inizio del IV secolo, dunque prima del Concilio di Efeso (431). Tra questi graffiti, molti dei quali furono scritti per impetrare la felicità del Paradiso ai defunti, si trova spesso un’acclamazione di vittoria di Cristo, di Sua Madre e ovviamente dell’apostolo Pietro. Vi è anche un graffito in cui il nome di Maria appare per intero e non abbreviato, come si usava fare nell’antichità.

  • Sempre per capire quanto la devozione alla Vergine preceda il Concilio di Efeso (431), va ricordato come prima di questo concilio siano state istituite varie feste in onore di Maria Santissima, a Betlemme, a Gerusalemme e anche a Nazareth. E’ certo che una solennità mariana esisteva a Costantinopoli prima del Concilio di Efeso. Ci sono, infatti, tutti gli elementi per considerare autentico un discorso del 429 di san Proclo, patriarca di Costantinopoli, nel quale si fa cenno ad una solennità liturgica in onore della Madonna.

  • Ci sono, inoltre, bellissime preghiere rivolte alla Vergine e composte da sant’Atanasio, san Giovanni Crisostomo, sant’Ambrogio, sant’Agostino. Santi che sono vissuti prima del Concilio di Efeso.

  • Molto importante è la raffigurazione della Madre di Gesù nel cimitero di Priscilla, sulla via Salaria Nuova, a Roma. In questa raffigurazione la Vergine stringe al petto Gesù. L’opera si fa risalire al II secolo, dunque ben prima il Concilio di Efeso.


Corrado Gnerre 14 giugno 2012






comments powered by Disqus



Voci correlate

Perché i nostri tempi sono segnati da un forte degrado morale? Il messaggio della Madonna del Buon Successo a Quito Le Apparizioni della Madonna del Buon Successo a Quito iniziarono il 2 febbraio (Festa della Purificazione di Maria) del 1594. All’Una di notte la giovane badessa del convento dell’Immacolata Concezione nella città di Quito, madre Mariana Torres Berriochoa (oggi venerabile), scese a pregare nel coro della cappella, come soleva fare da tempo con grande fervore, raccomandando a Dio le sorti della sua piccola comunità monastica. Ad un certo punto ebbe l’impressione che qualcuno fosse presente. Si sentì chiamare per nome. Improvvisamente vide una bellissima Signora che disse: “Sono Maria del Buon Successo, regina dei Cieli e della terra.”

Corrado Gnerre

Lo scrittore inglese Chesterton spesso diceva che la chiave di lettura per capire la realtà sono i paradossi, non perché alla paradossalità corrisponda la logica, tutt’altro, bensì perché attraverso la dimensione paradossale diventa più facile evidenziare ciò che è nel senso delle cose: un po’ come si può capire l’ordinario attraverso lo straordinario e viceversa. Ovviamente ci sono paradossi e paradossi. Ci sono paradossi che in un certo qual modo sigillano il senso della realtà per cui questa (la realtà), proprio attraverso il paradosso, diviene più comprensibile; ma ci sono paradossi che contraddicono la realtà in quanto tale, facendola diventare ancora più incomprensibile. Diciamolo francamente, nei nostri tempi a dominare è proprio questo secondo tipo

Corrado Gnerre

Inutile dire che l’opposizione politica e religiosa (ai tempi era praticamente la stessa cosa) al regime elisabettiano si aggrappò con le unghie e con i denti a Mary Stuart (1542-1587), Regina di Scozia, discendente diretta e legittima di Enrico VII

Elisabetta Sala

Enrico VIII aveva tanto desiderato un figlio maschio che gli succedesse al trono e che portasse avanti la nuova dinastia che era stata iniziata da suo padre, Enrico VII. Solo così la stabilità politica sarebbe stata assicurata. Ma quale stabilità può assicurare un re di nove anni? Giacché Enrico morì nel 1547 e, come al solito, i giochi furono fatti dal reggente al trono. Quanto al comitato di reggenza, inutile dire che da subitissimo, prima ancora che il corpo si raffreddasse e che il popolo venisse a sapere della morte del re, erano partiti i colpi bassi tra i suoi membri. Emerse vincitore Edward Seymour, zio materno del piccolo re, che ora si autoproclamò protettore, si accollò un bel titolo ducale e cominciò ad accumulare ricchezze. Il Paese fu lasciato allo sbando da una classe dirigente che pensava esclusivamente ai propri interessi.

Elisabetta Sala

Ancora oggi Maria Valtorta (1897-1961) e la sua Opera letteraria sono oggetto di posizioni contrastanti: di dubbi e prevenzioni accanto a notevoli interessamenti, quando non a veri e propri vagheggiamenti. Vi sono pro e contro. Al punto che l’editore dell’Isola del Liri, E. Pisani, ha voluto curare un volume in questo senso, riportando i giudizi negativi, di cui dà un’interpretazione e i pareri favorevoli.

Padre Serafino Maria Lanzetta

Che cosa vuol dire Immacolata Concezione? Vuol dire che la Vergine Maria, pur essendo stata concepita dai suoi genitori (sant’Anna e san Gioacchino) così come vengono concepite tutte le creature umane, non è mai stata toccata dal peccato originale fin dal primo istante del suo concepimento.

Corrado Gnerre - Massimo Viglione - Padre Serafino Maria Lanzetta







Eventi consigliati



Il Dibattito
Proponiamo ai nostri lettori una riflessione di un sacerdote su un fatto che ha suscitato nei giorni scorsi molte polemiche. La riflessione ci appare serena e argomentata. Speriamo quindi che a distanza di tempo si possa ragionare, e magari svolgere un dibattito, con costruttiva serenità di toni e onestà di intenti, nel pieno rispetto delle diverse opinioni.

Contromano in autostrada...




Pronto Soccorso Apologetico



I lettori ci scrivono








sito