La
difficilissima situazione politica attuale non è frutto della sfortuna, ma,
siccome ogni effetto ha delle cause precise, è conseguenza di una interminabile
serie di errori politici ed economici compiuti da uomini incapaci e/o corrotti
e della prevalenza degli interessi egoistici di singoli e gruppi (in Italia e
fuori d’Italia); ed è conseguenza anche del fatto che l’Italia non ha ancora
finito di perdere la Seconda Guerra Mondiale (siamo rimasti gli unici), essendo
ancora oggi un paese non pienamente sovrano, per di più “incartato” anche nella
dissoluzione della statualità nazionale essendosi venduto anima e corpo alla
UE, che vuol dire poi alla Germania. Questo significa che l’Italia non è solo
l’ultima colonia di chi ha vinto la Seconda Guerra Mondiale, ma siamo gli unici
a essere colonia anche di chi l’ha persa… e questo a ormai più di 70 anni di
distanza. E la conseguenza, evidente oggi come la luce del sole, è che la
Repubblica Italiana è sotto controllo straniero, e quindi preda degli interessi
internazionali.
Potentati
finanziari e politici stranieri, incapacità e corruzione interna, sono insomma
le cause immediate (non remote: quelle sono ancora altre, ma non possiamo
parlarne ora) del disastro italiano.
Venendo
alle ultime elezioni, quasi un quarto degli italiani non ha votato, quasi un
quarto ha votato ancora una volta centro-destra (nonostante Berlusconi e allo
stesso tempo a causa di Berlusconi), quasi un quarto ha scelto la via di un
guitto televisivo (sebbene scaltro) pur di manifestare la propria “insorgenza” morale
contro tutto il sistema politico, e infine un quarto ha scelto come sempre di
votare sinistra.
Prima
deduzione logica: ancora una volta gli italiani, nonostante i maestri e docenti
di scuola, nonostante i libri di testo, nonostante i docenti universitari e i
loro illegibili testi, nonostante le tv, nonostante le case editrici,
nonostante i giornali, il cinema e i suoi patetici miliardari cineasti,
nonostante l’UE, i nobel, “pubblicità progresso” e tutto il resto della
macchina da guerra della Rivoluzione internazionale, gli italiani, dicevo, hanno
dimostrato che non sono di sinistra: non c’è niente da fare, non cedono. Chi è
di sinistra va a votare, lo sappiamo. Questo vuol dire che già il 50% è
sicuramente non di sinistra. Ma sappiamo bene che anche quel 25% che ha scelto
la via dell’insorgenza politica (per ora pacifica) non è affatto compatto
ideologicamente. E poi c’è quel 10% di voti a Monti. Insomma, è chiaro che
ancora una volta in Italia, come sempre, la sinistra ha perso. Il volto
distrutto del giaguaro smacchiettato Bersani (e il nascondimento della Bindi),
il patetico rimpianto dell’establishment del PD per non aver scelto Renzi, sono
l’emblema della nullità politica prima ancora che morale e umana di quel mondo.
Seconda
deduzione: rosicchiando a ciascuno dei tre grandi blocchi di cui sopra una
piccola percentuale, il “centro” di Monti è per un soffio riuscito a entrare in
Parlamento, a esistere. Certamente è facile (e anche giusto) provare qui una
profonda gioia interiore, espressione di un senso di giustizia che tutti noi
abbiamo nel cuore, al pensiero di quanto accaduto non solo a Fini, Bocchino e ai
loro impresentabili accoliti, non solo al manettaro Di Pietro con la sua ridicola
“Italia dei Valori” schiantatasi contro i furti dei suoi uomini, non solo al
manettaro giacobino Ingroia, perso nella sua follia ideologica e nullità umana,
ma anche al grande genio della politica “cattolica” P.F. Casini e al potentato
di cui è servo, vittime dei loro stessi intrighi. Ma, al di là di questo,
occorre sviluppare qualche riflessione riguardo a Monti, e qui si viene a
toccare anche l’ambito religioso.
Espressione
delle forze della finanza internazionale, che, unitamente alla Germania (di cui
è fedelissimo luogotenente) e alla complicità dei poteri forti e bancari,
incarnati nell’azione del Presidente della Repubblica, hanno imposto con un
colpo di Stato il suo governo agli italiani, Monti ha strozzato l’economia
nazionale, ha ridotto in miseria centinaia di migliaia di italiani (l’altro
giorno sentivo dire da un ortolano che la sera, quando il mercato chiude, lui
vede persone anziane – non barboni – andare a raccogliere per terra ortaggi e
frutta caduta durante il giorno), ha fatto chiudere – si dice – mille aziende
al giorno, ha provocato decine e decine di suicidi di imprenditori finiti
vittime della inumana spietatezza (tipiamente socialista) di una istituzione
come Equitalia, ci ha regalto l’IMU e tutto il resto, senza per questo riuscire
a risollevare minimamente l’economia (quanto al “signor Spread”, che fino a due
anni fa nessuno conosceva, sappiamo bene a chi risponde e chi lo gestisce).
Chi
ha appoggiato Monti ogni giorno umanamente e in maniera sfacciata (ancor prima
che semplicemente dal punto di vista politico), ha dimostrato anzitutto di
vivere al di fuori della realtà del popolo italiano, della gente vera; chi
divide la propria vita fra il Parlamento, le tv e le case dei miliardari, alla
fine sfugge alla realtà della fatica che la gente semplice (e non solo i poveri)
compie ogni giorno per sopravvivere; diventa un rappresentante del suo popolo
del tutto avulso dal suo popolo, che deve poi anche sentirsi ogni giorno
depredato da politici corrotti che fanno scempio delle finanze pubbliche per i
loro interessi personali. Chi ha rinnegato tutti i valori della sua vita per
vendersi al politicamente corretto e ha regalato un appartamento non suo a un
cognato impresentabile, chi ha difeso Monti ogni giorno mentre la gente falliva
e si suicidava a causa di Monti e al contempo è marito di una miliardaria, chi
si è “pappato” milioni di euro di finanziamento pubblico ai partiti mentre le
aziende fallivano e migliaia di persone perdevano il lavoro, oggi è
politicamente e umanamente morto. È finito disintegrato sotto il peso della propria
iniquità e ipocrisia.
Ma,
purtroppo per noi cattolici, non possiamo far finta di dimenticare che Monti è
stato pubblicamente appoggiato anche dai vertici della CEI (che non vuol dire
affatto tutta la CEI) in maniera altrettanto plateale. Tanto plateale da disorientare
milioni di cattolici, da suscitare sdegno e ironia nei non cattolici, e, grazie
a Dio, anche perplessità timidamente espresse da qualche coraggioso esponente
della stessa CEI (del resto, chi conosce e frequenta il mondo ecclesiale, sa
benissimo quanto le posizioni del presidente della CEI fossero nient’affatto
condivise da una vasta componente dei vescovi e degli eccelsiastici italiani).
Non possiamo dimenticarlo: mentre gli italiani portavano il peso schiacciante
della miseria dilagante causata dal mondialismo finanziario e dall’egoismo
dissolutore delle banche e dei potentati della UE, alcuni altissimi esponenti
del mondo ecclesiastico e laico-cattolico hanno più volte pubblicamente
invitato gli italiani a votare l’incarnazione della loro disperazione e rovina.
Hanno invitato a votare il servo della straniero, con la scusa che appariva
uomo serio e dotto.
Questo
va ricordato non per mera polemica, ma per aprire gli occhi, per non commettere
ancora altri errori, come avviso che chi ricopre cariche di importanza capitale
non può schierarsi dalla parte dei potentati stranieri mentre dovrebbe essere
il fratello forte di ciascun italiano e cattolico in difficoltà.
L’“astro”
dei potentati stranieri ha così accecato il mondo cattolico (quale mondo
cattolico?) italiano che si sono inventati anche “lo spirito di Todi” per
cambiare l’Italia e rilanciare la fede…. Un
capolavoro! Tre convegni per produrre cosa? Cosa è uscito da Todi? Quale
percezione hanno avuto milioni di cattolici italiani, che combattevano con
tasse e disoccupazione, dello “spirito di Todi”? Nessuna. E quei pochi che ne
hanno avuto notizia non hanno avuto dubbi sul fatto che a Todi v’erano coloro
che stavano organizzando il trampolino di lancio per una propria eventuale
carriera politica. Di quali valori si parlava a Todi? Qualcuno ha veramente e
concretamente difeso la famiglia o la vita? Qualcuno si è proposto come
esponente di riferimento dei valori non negoziabili? Qualcuno è stato capace di
criticare la rovina economica in corso degli italiani?
Ma
oltre al nulla assoluto dello “spirito di Todi” (pienamente democristiano),
denunciato peraltro lucidamente anche da importanti esponenti del clero
nazionale, qualcuno mi saprebbe dire quale apporto alla Chiesa, alla fede, alla
causa cattolica, ai fedeli in difficoltà, ha finora dato l’“uomo forte” dei
cattolici del governo Monti? Sì, mi riferisco al ministro Riccardi, che tutti
dovrebbe rappresentarci. Cosa ha detto Riccardi quando Monti ha affermato di
voler aprire ai cosiddetti “diritti degli omosessuali”? Cosa ha detto o fatto
Riccardi quando Monti ha proposto la Bonino alla Presidenza della Repubblica?
Dov’era Riccardi? Quale è la sua proposta politica oltre all’invasione di
milioni di immigrati della nostra terra? E gli altri cattolici sostenitori di
Monti? E il mondo dello “spirito di Todi”?
I
geni della politica del mondo cattolico italiano hanno rinnegato il loro
appoggio a Berlusconi perché impresentabile, per darlo a chi è molto
presentabile, specie nelle conventicole di chi vuole distruggere la Chiesa
Cattolica. Non hanno capito che Berlusconi è certamente moralmente
impresentabile, ma non è un nemico della Chiesa. Berlusconi non è nemico di
nessuno, è solo amico di se stesso. Non crede in nulla che non sia il proprio
vantaggio, né ha ideali da perseguire se non la ricerca della felicità
spicciola. E lo fa anche con una certa generosità, perché essendo intelligente,
capisce che per essere felice lui deve far felici gli altri. È paradossale, ma
Berlusconi, proprio perché non servo di alcuna ideologia, non è un nemico della
Chiesa (nonostante alcune disgraziate aperture verbali all’omosessualismo);
anzi, a modo suo, ne è amico, per interesse personale e sociale, ma amico. E
infatti durante i suoi governi, e ciò è innegabile, in qualche modo la sinistra
è stata fermata nella sua guerra all’ordine morale del creato e ai valori non
negoziabili. E, infatti, incredibile ma vero, Berlusconi, a modo suo, ha vinto
un’altra volta le elezioni, e questa volta nonostante avesse le gerarchie della
Chiesa contro.
L’aver
scelto Monti al suo posto, è stato, oltre che una follia dal punto di vista
economico-sociale, anche un suicidio dal punto di vista morale, dei valori
della Chiesa. Monti era già pronto ad allearsi con la sinistra di Bersani e
Vendola, pronto a distruggere la famiglia e combattere la vita, come farà anche
ora se chiamato a farlo.
Ci
si è schierati dalla parte del ricco a danno del povero; ci si è schierati con
chi non ha alcuno scrupolo religioso né interesse per la difesa dei valori non
negoziabili a danno di chi combatte ogni giorno da una vita per la difesa della
vita, dalle famiglia naturale, dell’ordine naturale del creato; e con quale
risultato concreto poi? Le ultime elezioni ce la hanno dimostrato: la
dissoluzione totale del voto cattolico, l’incomprensione con i fedeli,
l’umiliazione politica e la consegna dell’Italia a forze nemiche.
Ma
ciò che le ultime elezioni hanno dimostrano incofutabilmente è che è tempo di andare
oltre tutto questo. È tempo di costruire nuove vie di partecipazione dei
cattolici alla vita politica. Tutti i Papi degli ultimi decenni lo hanno sempre
indicato come dovere dei fedeli, ma in Italia ciò è stato sempre un fallimento,
oggi più che mai. È tempo di ricominciare in maniera differente. Non si può più
restare inerti spettatori dello sfascio del mondo cattolico nazionale e al
contempo dell’Italia stessa, della sua vita politica, economica, sociale,
morale. In queste elezioni c’è stato qualche buon tentativo, come quello di
Magdi Allam, il cui programma era di sicuro interesse, ma non ha avuto
successo. Occorre sedersi insieme e riflettere. Occorre andare oltre le
furberie salottiere e i carrierismi precostituiti, andare oltre i “soliti noti”
che hanno condotto alla rovina generale.
Non
si tratta ovviamente di fare un “M5S” cattolico: di Grillo ce n’è uno e basta e
avanza, e certamente non è amico della Chiesa e della fede. Ma si tratta di
iniziare a imparare la lezione, e questo deve valere anzitutto per noi
cattolici che amiamo l’Italia tradizionale: se non proprio “tutti a casa”,
sicuramente “facce nuove”, per antichi immortati ideali e non negoziabili
valori.
Preghiamo
per tutto questo e supplichiamo la Provvidenza che ci dia ora un Pontefice che
possa realmente aiutare anzitutto il rinnovamento del lato umano della Chiesa
nei terribili momenti che sta vivendo e anche quello dell’Italia e del mondo
cattolico ad essa legato. Un nuovo pontefice per un nuovo inizio della fede di
sempre nei cuori e nella società. E una nuova politica per la nostra pur sempre
amatissima Italia. È giunto il momento di muoversi e cambiare. Nella tradizione
e con la tradizione al servizio del Vangelo. Se non cambiamo noi e ci attiviamo
tutti, saranno altri a spingere ancor più l’acceleratore della macchina verso
il baratro.
Ci
accingiamo a vivere giorni storici, drammatici, ma anche pieni di speranza:
perché è quando c’è la croce che possiamo essere certi dell’aiuto di Dio, se
noi ci schieriamo con Lui. E l’esito dipende in parte anche da ciascuno di noi.