In un certo qual modo era prevedibile
ciò che è avvenuto. Inizia l’“era Marino” a Roma … dopo quella Pisapia a Milano
e De Magistris a Napoli. Era prevedibile per un motivo ben preciso: per il
tradimento del centro-destra. Non ci riferiamo tanto al governo delle
cosiddette “larghe intese” che lascia il tempo che trova, quanto a un
tradimento che ormai da anni si sta manifestando, quello dei valori.
Ad un indiscutibile
trionfo delle forze della dissoluzione spirituale, morale, politica ed
economica, si accompagna un fallimento totale del centro-destra. Un fallimento
di cui tutti faremo sempre più le spese, a partire dai bambini nel grembo delle
madri, per arrivare ai vecchi che saranno dichiarati non più degni di vivere,
passando per tutti noi che saremo sempre più depauperati dei nostri risparmi e
sempre più controllati dalla finanza e dal mondialismo, sempre più sottoposti a
una società della dissoluzione e soggiogati dal politicamente corretto della
società del pensiero unico.
Solo ieri, sul
Corriere della Sera
, l’on. Prestigiacomo
(una delle “donne” dell'etica berlusconiana) scriveva che ormai è giunto il
tempo di dare i “diritti” (senza mai dire quali, però) agli omosessuali e a tal
fine ci informava di aver fondato un’associazione di parlamentari (con Bondi, Carfagna,
Galan e vari altri di “centro-destra”, fra cui l’immancabile animalista Brambilla,
ovviamente).
Diciamocelo
francamente: questi sarebbero meglio di Marino e compagni? E perché? Ci
dimentichiamo che Alemanno ha finanziato il
gay-pride
per ben due volte? Che in campagna elettorale aveva promesso di bloccare tutte
le follie delle “archistar” di Veltroni e Rutelli, e poi la prima cosa che ha
fatto è stata finanziare con i nostri soldi quell’incredibile scemenza della
“nuvola” di Fuksas? Perché allora meravigliarsi se si perde? Gli elettori hanno
capito la falsa alternativa … e hanno disertato le urne.
Se non la smettiamo di
essere anche noi complici di tutto questo e del disfacimento della nostra
società, andremo verso situazioni che oggi nemmeno immaginiamo. Forse, anzi
senz’altro, è giunta l’ora di cambiare. Ma di cambiare veramente. Anzitutto
smettendola di votare, credere e appoggiare un mondo disastrato e traditore –
in tutti i sensi – come quello del centro-destra italiano. Poi iniziando a
creare una vera alternativa alla sinistra e al finto “centro-destra”.
Un’alternativa che sia fondata sui tradizionali, immutabili e “non-negoziabili”
valori della civiltà naturale e cristiana.
Non basta più
denunciare per porre fine al “politicamente corretto”, strumento eccellente
della dissoluzione e “ghigliottina morale” dei nostri giorni. Non bastano più
gli articoli intelligenti e seri, né i bei siti. Denunce, articoli, libri, siti,
marce, convegni, sono tutti ottimi strumenti (soprattutto per chi, come noi,
non ha né soldi né mezzi di informazione sufficienti a una vera battaglia
pubblica), anzi sono necessari… ma non sufficienti. Non più.
Questi sono i giorni
della non complicità.
I giorni della
“chiamata alle armi” (metaforicamente parlando).
I giorni
dell’opposizione cattolica.
I giorni di una nuova
insorgenza: spirituale, morale e civile. Per preparare anche quella politica,
per una nuova società cristiana in Italia e non solo.