Il leader del centro destra
italiano è divenuto ufficialmente pro-omosessualisti, spinto a tal deriva da
donne che lo hanno rovinato, anzitutto nell’intelligenza, come spesso accade a
chi vive nella sfrenatezza dei sensi.
Ormai è vecchio: oltre la sua età
anagrafica. Non capisce più, non sa mai cosa deve fare, fa proclami in
continuazione per poi farne seguire altri che affermano il contrario di quanto
aveva appena detto; fa dichiarazioni di cui poi deve sempre scusarsi con qualcuno,
smentire. Non fa altro che ripetere che occorrono giovani nuovi, come se il
problema suo e dell’Italia fosse anagrafico. Finora avrà politicamente
consumato decine di giovani, alla ricerca di una soluzione al nulla che lo
sovrasta. Ha perso il senso della società italiana, ed è diventato il
maggiordomo di un giovinetto fiorentino.
Che pena di vecchiaia.
Miliardario senza limiti, ancora potente, ma sempre sull’orlo della galera.
Certo, di questo hanno responsabilità anzitutto magistrati comunisti militanti,
che usano la giustizia a scopo politico. Ma rimane un uomo senza idee, senza
futuro, senza più lucidità. Che ha messo a comandare il suo vacillante e
devastato partito una donna sconosciuta fino a un anno fa, i cui meriti
politici sono evidenti a tutti.
E ora, per finire, si concede
anche alle lobby omosessualiste, lui che per decenni ha prodotto film in cui si
ridicolizzavano queste persone. Profondo nero di un uomo che non ha saputo
raddrizzarsi, ed è finito come i vecchioni di Susanna. Al bivio della vita ha
scelto la via a sinistra in discesa…
Poco male, si potrebbe dire, se
ci fosse una destra in Italia. Anzi, bene, perché ci libereremmo dell’inganno
berlusconiano.
Ma quale destra?
Quella di Fini? L’unico uomo che
è riuscito a essere più insulso e traditore dello stesso Berlusconi. Credo che
oggi detenga il primato dell’odio in Italia. E del ridicolo, con il suo cognato
e famiglia. Prima potevamo dire che al tradimento senza ritegno di Fini (non è
affatto vero che il tradimento vergognoso di questo piccolissimo uomo sia
cominciato negli ultimi anni. Fini ha cominciato a tradire le sue idee da
quando ha cominciato a fare politica, perché non ha mai avuto idee, ha sempre
seguito solo e unicamente il potere. E già dagli anni Novanta, un po’ perché non
sopportava più Berlusconi, un po’ perché pollo com’è ha creduto ai poteri forti
che lo corteggiavano per distruggere la destra, aveva cominciato a tradire
tutto il suo mondo: basti pensare all’alleanza geniale con Mariotto Segni, ai
primi proclami pro immigrazione, al rinnegamento del proprio passato, al
rifiuto della pronuncia stessa della parola comunismo, ecc., tutte cose appunto
degli anni Novanta) si poteva opporre Berlusconi, specie sui temi della difesa
della vita e della famiglia naturale. Ma ora, il vecchione di Susanna, è
diventato peggio di Fini, zimbello della sinistra, proprio di quella sinistra
che lo ha sempre voluto distruggere.
Quella di Fratelli d’Italia?
Figuriamoci… solo un anno fa difendevano a gran voce l’euro, per poi dire
l’esatto contrario quando si sono accorti in ritardo di cosa volevano gli
italiani. Forse la Meloni è un po’ meno decadente di altri, ma non
dimentichiamo chi ci sta in FdI, per favore… Al voto per il divorzio brevissimo
non solo non hanno fatto opposizione, ma hanno dato disposizione obbligatoria
di votare a favore. Sepolcri imbiancati e ipocriti! Hanno pure il coraggio poi
di ricordare Almirante, che fu l’unico, insieme alla DC, a battersi contro
l’introduzione del divorzio ai tempi del referendum.
NCD? Figuriamoci… anche lì
imperversano le donne berlusconiane e vediamo con quali risultati. Forse
qualcuno degli esponenti, preso personalmente, potrà anche essere una brava
persona, ma occorre ricordare che
1)
Sono
la ruota di scorta del governo Renzi, con il loro disperato segretario che
tutti i giorni da tre mesi grida, senza senso del ridicolo, che la UE deve
farsi carico degli immigrati…
2)
a
settembre, quando Renzi farà passare la legge sulle unioni civili, diverrano
complici della perdizione. Cosa si
inventeranno? Alfano continuerà a gridare ogni giorno che non è d’accordo?
3)
Inoltre,
si sono chiusi in un vicolo cieco: se restano nella situazione attuale, è ovvio
che scompaiono alle prossime elezioni, essendo sgraditi a Dio e ai suoi nemici.
Se invece vogliono sopravvivere come
deputati (e ovviamente lo vogliono), la loro unica speranza è riunirsi con
Berlusconi, che è come dire dalla padella alla brace.
Chi rimane? Il nulla rimane,
eccetto la Lega, la quale però è un partito di una parte d’Italia. Se la Lega
di Salvini, che sembra essere l’unico ad avere il coraggio di andare
controcorrente, continua a gridare “Roma ladrona” per far contenta la Val
Brembana, non si arriverà mai a nulla. Ma se la Lega di Salvini si apre a tutta
l’Italia (tutta, Roma compresa, perché i romani sono vittime di questa
repubblica come tutti gli altri italiani), come sembra peraltro che
intelligentemente il suo segretario stia facendo, può divenire veramente un
polo di attrazione interessante, specie ora che si è apertamente schierata
contro l’euro e la UE e ha il coraggio di dire no alle lobby omosessualiste e
all’immigrazionismo insensato.
La verità è che la destra in
Italia è morta, ed è morta per colpa anzitutto dei suoi “leader”. Ma non solo:
è morta perché è la struttura stessa della Repubblica Italiana, così come è
stata concepita, che non permette la sviluppo di una destra, soprattutto se
cattolica e tradizionale. Impedire la realizzazione di ogni tentativo di
spostare verso la tradizione l’asse politico e culturale italiano è stato il
compito principale della Democrazia Cristiana per 40 anni. Non fermare il
comunismo, come comunemente si dice: con il comunismo la DC è venuta a patti, come
ben sappiamo, in ogni modo, fin dai mesi successivi il 18 aprile 1948. Il
“Centro che guarda a sinistra” di De Gasperi è stato il muro di confine per
ogni intervento del bene in questa nostra povera società. Fermare la destra:
questa è stata sempre la
mission
democristiana.
In fondo, occorre dirlo: la
Destra in Italia, una destra vera intendo, cioè cattolica e tradizionale,
antitetica alla dissoluzione rivoluzionaria, non è mai esistita in questa
repubblica. Anzi, non è mai esistita fin dal 1861. Perché la costituzione
stessa del Regno d’Italia era stata voluta e perseguita dalle forze della
dissoluzione massonica e anticattolica.
Crollata la Dc, ci ha pensato
Berlusconi (il quale però, essendo più incontrollabile e più anticomunista dei
democristiani della prima repubblica, andava distrutto con ogni mezzo, con i
piani sovversivi di un presidente indegno e democristiano – Scalfaro – o con la
guerra senza quartiere della magistratura). Ma oggi anche Berlusconi, come
detto, per salvarsi dalla galera e salvare i figli e il suo patrimonio, e circuito
da femmine senza valori e valore, si è venduto senza ritegno alcuno al nemico.
Disastro totale, quindi. Ma
proprio per questo oggi è il momento di reagire. Il vuoto genera la possibilità
dell’organizzazione di nuove forze politiche e culturali. Oggi non c’è più il
moloch della DC e l’inganno di Berlusconi e Fini: insomma, il fetore della
Prima Repubblica sta finendo.
Oggi al contrario c’è
disperazione e rabbia e la sempre crescente consapevolezza che il mondo sta
crollando nella spazzatura civile e morale e nella barbarie del totalitarismo
più spaventoso mai esistito, quello dei diritti senza limiti e controllo.
Questi sono i giorni del nulla
dal punto di vista morale e politico e al contempo i giorni dell’affermazione
del male in quanto male, allo stato puro. Per questo occorre ed è finalmente
possibile organizzare una rinascita di una destra cattolica tradizionale. Siamo
senza soldi? Con i media contro? Ebbene, uniamoci nel silenzio e nell’azione
quotidiana. Diamo tutti tutto quello che possiamo, perché quando si dà il
massimo Dio poi ti aiuta. Chi sostiene che non si più fare nulla perché mancano
i soldi e l’appoggio dei media è un perfetto uomo della Prima Repubblica (o
anche della cosiddetta seconda). Questi uomini non servono più a nulla. Ora
occorrono gli uomini al servizio non della Terza Repubblica, ma del Regno di
Dio. Uomini consapevoli che alla fine la Verità trionfa, e che siano disposti a
soffrire, rischiare e anche morire se necessario per il trionfo della Verità.
Nella società italiana, in quella europea, e anche nella Chiesa stessa, che più
che mai oggi ha bisogno del coraggio di siffatti uomini.
Oggi sono i giorni della
Controrivoluzione. Non servono le divisioni e gli odi personali, serve l’odio a
questa decadenza e l’amore al Vero, al Giusto, al Buono e al Bello. Parecchi
giovani cominciano a capire. Qualcuno dei meno giovani è pronto al sacrificio e
alla battaglia?