Nell’ora di grave crisi che vive la Chiesa, la
mancanza di equilibrio è purtroppo una nota distintiva del mondo cattolico
tradizionale. Talvolta questa instabilità sconfina con forme patologiche, come
è il caso di un recente articolo che ha ritenuto dedicarmi don Curzio
Nitoglia. Premetto di conoscere don Curzio da quando era poco più che
adolescente e di averne seguito con apprensione la vicenda personale che lo ha
portato da Alleanza Cattolica alla Fraternità San Pio X, da questa all’Istituto
Mater Boni Consilii e dal sedevacantismo alle attuali posizioni
“nazi-cattoliche” che lo portano
a definire Adolf
Hitler un “moderato”
. Don
Curzio Nitoglia è oggi un “chierico vagante”, privo di incardinazione canonica,
che sfoga le sue frustrazioni con teorie fantacomplottiste e con attacchi
deliranti a chi entra nel cono delle sue antipatie. L’articolo che ha scritto
sul suo blog basta a provarlo. Non ho mai riposto ai suoi continui e velenosi
attacchi, ma mi sembra che questa volta abbia passato la misura.
Le deliranti accuse …
1) Don Nitoglia mi accusa di aver partecipato nel 2014
ad un incontro “segreto” tra intellettuali europei e russi, tra i quali
Aleksander Dugin, “portaparola di Putin” e sostenitore di tesi “eurasiatiche”.
Ciò sarebbe sufficiente a stabilire un legame tra me e Dugin provato da “un
certo amore (comune) per Israele e de Maistre”. Sarebbe chiaro, per don
Nitoglia, “il tentativo di esportare nella Russia di Putin l’ideologia neo-con
della rivoluzione conservatrice di Burke, de Maistre, Kirk, Popper, Hayek,
Mises e ‘fratelli’”.
2) Ciò sarebbe comprovato dal fatto che io sarei
membro della Heritage Foundation e sono stato consigliere per le questioni
internazionali dell’allora ministro Gianfranco Fini…
3) …e che avrei organizzato un convegno, tenuto
all’Università europea nel 2008, all’insegna della conciliabilità tra giudaismo
e cristianesimo nell’ottica teo-con dello scontro di civiltà contro
l’islamo-fascismo.
4) Inoltre sarei un ammiratore del frammassone Joseph
de Maistre, di cui ho curato il
Saggio sul principio generatore delle
costituzioni politiche
.
5) Questa mia ambigua posizione sarebbe mascherata da
un’“inversione di rotta” che avrei compiuto ritornando in tempi recenti, dopo
averle abbandonate, alle posizioni cattoliche tradizionali della TFP e di
Alleanza Cattolica anteriori al 1981.
La perla finale è l’invito a sconfessare pubblicamente
tutti i miei errori.
… smontate dalla verità dei fatti
1) All’inizio del 2014 sono stato invitato ad una
celebrazione, per nulla segreta, del secondo centenario del Congresso di Vienna
(1814). Come storico e ammiratore della Restaurazione ho accettato volentieri
l’invito. L’incontro si è svolto a Vienna il 21 maggio 2014 ed è consistito un
una tavola rotonda, in un concerto e in una visita al Palazzo-Museo dei
principi Liechtenstein. L’“informatore” di don Curzio certamente non era
presente e questo dimostra la superficialità del nostro nel dare per certo
fatti di cui non sa nulla. Erano presenti oltre cinquanta personalità, il
principe Sisto di Borbone (ma nessun rappresentante della famiglia
Liechtenstein),numerosi parlamentari della destra europea, vari italiani (non
uno) e il presidente dei Giuristi cattolici europei Miguel Ayuso. Hanno preso
la parola una quindicina di persone, tra le quali Alexander Dugin e il
sottoscritto. Come possono testimoniare i numerosi presenti, proprio in
antitesi a Dugin ho svolto, in lingua inglese,
un intervento
da cui emerge con lampante
chiarezza che la mia idea è quella di esportare in Russia non l’accozzaglia di
autori che don Nitoglia cita alla rinfusa, ma il messaggio di Fatima, in cui
vedo l’unica possibilità di soluzione dei problemi internazionali. Da Dugin
tutto mi divide e nulla mi unisce. L’accusa
non solo è falsa, ma capovolge la verità dei fatti.
2) Non sono mai stato membro della Heritage
Foundation. Per quanto riguarda il mio rapporto con Gianfranco Fini,
allego la risposta
che in merito già diedi a
Francesco Agnoli. Ribadisco che non ho avuto alcuna parte nella politica
medio-orientale di Fini, ma la mia collaborazione si è limitata alla politica
europea, in particolare al problema delle radici cristiane dell’Europa. L’accusa è dunque falsa e calunniosa.
3) La conferenza internazionale svoltasi
all’Università Europea di Roma nel 2008 è stato un convegno in cui l’unico
denominatore comune è stato l’anti-islamismo. Vi hanno partecipato personalità
come Marcello Pera, Bat Ye’or, Robert Spencer, Massimo de Leonardis, etc. Non
c’è stato nessun documento unitario e, come capita in tutti i convegni, ognuno
è stato responsabile di quanto ha detto. Per quanto mi riguarda
allego il mio
intervento
che, a
distanza di sei anni, ri-sottoscrivo riga per riga. L’accusa è falsa e calunniosa.
4) Per quanto riguarda Joseph de Maistre, ne conosco
perfettamente i limiti, che ho segnalato nei miei scritti. Ciò non toglie che con
de Bonald, Donoso Cortés von Haller e pochi altri autori egli rappresenti un
punto di riferimento della tradizione contro-rivoluzionaria alla quale mi vanto
di appartenere. Mons. Henri Delassus, il maggior esponente
contro-rivoluzionario dell’Ottocento, in tutte le sue opere, lo cita come un
maestro e lo definisce addirittura un profeta. L’accusa è bislacca.
5) Sono uscito da Alleanza Cattolica, nel 1981,
proprio in opposizione al mutamento di rotta di quell’associazione. Da allora,
la mia posizione è stata caratterizzata da una radicale divergenza da quella di
Alleanza Cattolica, come è noto a chi conosce la storia del Centro Culturale
Lepanto, da me fondato e diretto dal 1982 al 2006 e quella della
Fondazione Lepanto
, che attualmente
dirigo. L’accusa non è solo falsa,
ma capovolge la verità dei fatti.
La mia biografia
, oltre venti libri e centinaia di articoli pubblicati
negli ultimi trent’anni confermano la coerenza cattolica del mio pensiero e del
mio comportamento. Sfido chiunque a provare il contrario, basandosi però sui
testi e sui fatti, non processando le intenzioni o affidandosi a una
dietrologia che nasconde la nullità degli argomenti. Se qualcuno deve
sconfessare pubblicamente i suoi errori non sono io, ma chi, dopo aver percorso
un itinerario ideologico contraddittorio e inquietante, mi rovescia addosso
calunnie prive di ogni verosimiglianza.
Con quell’articolo don Nitoglia ha fatto male a sé
stesso. Gli auguro un periodo di riposo e gli assicuro le mie preghiere.
(La fonte dell’articolo è il sito
conciliovativanosecondo
ed è riportato anche da
Riscossa Cristiana
. Chi desiderasse
verificare i documenti cui l’autore fa riferimento – qui sottolineati – può
trovarli linkati nei due siti citati).