Il Giudizio Cattolico

Ama la verità; mostrati qual sei, e senza infingimenti e senza paure e senza riguardi.
E se la vita ti costa la persecuzione, e tu accettala; e se il tormento, e tu sopportalo.
E se per la verità dovessi sacrificare te stesso e la tua vita, e tu sii forte nel sacrificio.
San Giuseppe Moscati


> Attualità

Il delirio nazicattolico di don Curzio Nitoglia



Nell’ora di grave crisi che vive la Chiesa, la mancanza di equilibrio è purtroppo una nota distintiva del mondo cattolico tradizionale. Talvolta questa instabilità sconfina con forme patologiche, come è il caso di un recente articolo che ha ritenuto dedicarmi don Curzio Nitoglia. Premetto di conoscere don Curzio da quando era poco più che adolescente e di averne seguito con apprensione la vicenda personale che lo ha portato da Alleanza Cattolica alla Fraternità San Pio X, da questa all’Istituto Mater Boni Consilii e dal sedevacantismo alle attuali posizioni “nazi-cattoliche” che lo portano a definire Adolf Hitler un “moderato” . Don Curzio Nitoglia è oggi un “chierico vagante”, privo di incardinazione canonica, che sfoga le sue frustrazioni con teorie fantacomplottiste e con attacchi deliranti a chi entra nel cono delle sue antipatie. L’articolo che ha scritto sul suo blog basta a provarlo. Non ho mai riposto ai suoi continui e velenosi attacchi, ma mi sembra che questa volta abbia passato la misura.

Le deliranti accuse …

1) Don Nitoglia mi accusa di aver partecipato nel 2014 ad un incontro “segreto” tra intellettuali europei e russi, tra i quali Aleksander Dugin, “portaparola di Putin” e sostenitore di tesi “eurasiatiche”. Ciò sarebbe sufficiente a stabilire un legame tra me e Dugin provato da “un certo amore (comune) per Israele e de Maistre”. Sarebbe chiaro, per don Nitoglia, “il tentativo di esportare nella Russia di Putin l’ideologia neo-con della rivoluzione conservatrice di Burke, de Maistre, Kirk, Popper, Hayek, Mises e ‘fratelli’”.

2) Ciò sarebbe comprovato dal fatto che io sarei membro della Heritage Foundation e sono stato consigliere per le questioni internazionali dell’allora ministro Gianfranco Fini…

3) …e che avrei organizzato un convegno, tenuto all’Università europea nel 2008, all’insegna della conciliabilità tra giudaismo e cristianesimo nell’ottica teo-con dello scontro di civiltà contro l’islamo-fascismo.

4) Inoltre sarei un ammiratore del frammassone Joseph de Maistre, di cui ho curato il Saggio sul principio generatore delle costituzioni politiche .

5) Questa mia ambigua posizione sarebbe mascherata da un’“inversione di rotta” che avrei compiuto ritornando in tempi recenti, dopo averle abbandonate, alle posizioni cattoliche tradizionali della TFP e di Alleanza Cattolica anteriori al 1981.

La perla finale è l’invito a sconfessare pubblicamente tutti i miei errori.

… smontate dalla verità dei fatti

1) All’inizio del 2014 sono stato invitato ad una celebrazione, per nulla segreta, del secondo centenario del Congresso di Vienna (1814). Come storico e ammiratore della Restaurazione ho accettato volentieri l’invito. L’incontro si è svolto a Vienna il 21 maggio 2014 ed è consistito un una tavola rotonda, in un concerto e in una visita al Palazzo-Museo dei principi Liechtenstein. L’“informatore” di don Curzio certamente non era presente e questo dimostra la superficialità del nostro nel dare per certo fatti di cui non sa nulla. Erano presenti oltre cinquanta personalità, il principe Sisto di Borbone (ma nessun rappresentante della famiglia Liechtenstein),numerosi parlamentari della destra europea, vari italiani (non uno) e il presidente dei Giuristi cattolici europei Miguel Ayuso. Hanno preso la parola una quindicina di persone, tra le quali Alexander Dugin e il sottoscritto. Come possono testimoniare i numerosi presenti, proprio in antitesi a Dugin ho svolto, in lingua inglese, un intervento da cui emerge con lampante chiarezza che la mia idea è quella di esportare in Russia non l’accozzaglia di autori che don Nitoglia cita alla rinfusa, ma il messaggio di Fatima, in cui vedo l’unica possibilità di soluzione dei problemi internazionali. Da Dugin tutto mi divide e nulla mi unisce. L’accusa non solo è falsa, ma capovolge la verità dei fatti.

2) Non sono mai stato membro della Heritage Foundation. Per quanto riguarda il mio rapporto con Gianfranco Fini, allego la risposta che in merito già diedi a Francesco Agnoli. Ribadisco che non ho avuto alcuna parte nella politica medio-orientale di Fini, ma la mia collaborazione si è limitata alla politica europea, in particolare al problema delle radici cristiane dell’Europa. L’accusa è dunque falsa e calunniosa.

3) La conferenza internazionale svoltasi all’Università Europea di Roma nel 2008 è stato un convegno in cui l’unico denominatore comune è stato l’anti-islamismo. Vi hanno partecipato personalità come Marcello Pera, Bat Ye’or, Robert Spencer, Massimo de Leonardis, etc. Non c’è stato nessun documento unitario e, come capita in tutti i convegni, ognuno è stato responsabile di quanto ha detto. Per quanto mi riguarda allego il mio intervento che, a distanza di sei anni, ri-sottoscrivo riga per riga. L’accusa è falsa e calunniosa.

4) Per quanto riguarda Joseph de Maistre, ne conosco perfettamente i limiti, che ho segnalato nei miei scritti. Ciò non toglie che con de Bonald, Donoso Cortés von Haller e pochi altri autori egli rappresenti un punto di riferimento della tradizione contro-rivoluzionaria alla quale mi vanto di appartenere. Mons. Henri Delassus, il maggior esponente contro-rivoluzionario dell’Ottocento, in tutte le sue opere, lo cita come un maestro e lo definisce addirittura un profeta. L’accusa è bislacca.

5) Sono uscito da Alleanza Cattolica, nel 1981, proprio in opposizione al mutamento di rotta di quell’associazione. Da allora, la mia posizione è stata caratterizzata da una radicale divergenza da quella di Alleanza Cattolica, come è noto a chi conosce la storia del Centro Culturale Lepanto, da me fondato e diretto dal 1982 al 2006 e quella della Fondazione Lepanto , che attualmente dirigo. L’accusa non è solo falsa, ma capovolge la verità dei fatti.

La mia biografia , oltre venti libri e centinaia di articoli pubblicati negli ultimi trent’anni confermano la coerenza cattolica del mio pensiero e del mio comportamento. Sfido chiunque a provare il contrario, basandosi però sui testi e sui fatti, non processando le intenzioni o affidandosi a una dietrologia che nasconde la nullità degli argomenti. Se qualcuno deve sconfessare pubblicamente i suoi errori non sono io, ma chi, dopo aver percorso un itinerario ideologico contraddittorio e inquietante, mi rovescia addosso calunnie prive di ogni verosimiglianza.

Con quell’articolo don Nitoglia ha fatto male a sé stesso. Gli auguro un periodo di riposo e gli assicuro le mie preghiere.

(La fonte dell’articolo è il sito conciliovativanosecondo ed è riportato anche da Riscossa Cristiana . Chi desiderasse verificare i documenti cui l’autore fa riferimento – qui sottolineati – può trovarli linkati nei due siti citati).

Roberto de Mattei 7 settembre 2014






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