Ieri
il Papa ha parlato all’Associazione dei Medici Cattolici e ha parlato in
maniera chiara:
Non esiste una vita umana
più sacra di un’altra: ogni vita umana è sacra! Come non c’è una vita umana
qualitativamente più significativa di un’altra, solo in virtù di mezzi,
diritti, opportunità economiche e sociali maggiori. Questo è ciò che voi,
medici cattolici, cercate di affermare, prima di tutto con il vostro stile
professionale. La vostra opera vuole testimoniare con la parola e con l’esempio
che la vita umana è sempre sacra, valida ed inviolabile, e come tale va amata,
difesa e curata. Questa vostra professionalità, arricchita con lo spirito di
fede, è un motivo in più per collaborare con quanti – anche a partire da
differenti prospettive religiose o di pensiero – riconoscono la dignità della
persona umana quale criterio della loro attività. Infatti, se il giuramento di
Ippocrate vi impegna ad essere sempre servitori della vita, il Vangelo vi
spinge oltre: ad amarla sempre e comunque, soprattutto quando necessita di
particolari attenzioni e cure. (…) Vi esorto a proseguire con umiltà e fiducia
su questa strada, sforzandovi di perseguire le vostre finalità statutarie che
recepiscono l’insegnamento del Magistero della Chiesa nel campo medico-morale. Il
pensiero dominante propone a volte una "falsa compassione": quella
che ritiene sia un aiuto alla donna favorire l’aborto, un atto di dignità
procurare l’eutanasia, una conquista scientifica "produrre" un figlio
considerato come un diritto invece di accoglierlo come dono; o usare vite umane
come cavie di laboratorio per salvarne presumibilmente altre. La compassione
evangelica invece è quella che accompagna nel momento del bisogno, cioè quella
del Buon Samaritano, che "vede", "ha compassione", si
avvicina e offre aiuto concreto (cfr Lc 10,33). La vostra missione di medici vi
mette a quotidiano contatto con tante forme di sofferenza: vi incoraggio a
farvene carico come "buoni samaritani", avendo cura in modo
particolare degli anziani, degli infermi e dei disabili. La fedeltà al Vangelo
della vita e al rispetto di essa come dono di Dio, a volte richiede scelte
coraggiose e controcorrente che, in particolari circostanze, possono giungere
all’obiezione di coscienza. E a tante conseguenze sociali che tale fedeltà
comporta. Noi stiamo vivendo un tempo di sperimentazioni con la vita. Ma uno
sperimentare male. Fare figli invece di accoglierli come dono, come ho detto.
Giocare con la vita. Siate attenti, perché questo è un peccato contro il
Creatore: contro Dio Creatore, che ha creato le cose così. Quando tante volte
nella mia vita di sacerdote ho sentito obiezioni. "Ma, dimmi, perché la
Chiesa si oppone all’aborto, per esempio? E’ un problema religioso?" –
"No, no. Non è un problema religioso" – "E’ un problema
filosofico?" – "No, non è un problema filosofico". E’ un
problema scientifico, perché lì c’è una vita umana e non è lecito fare fuori
una vita umana per risolvere un problema. "Ma no, il pensiero moderno…"
– "Ma, senti, nel pensiero antico e nel pensiero moderno, la parola
uccidere significa lo stesso!". Lo stesso vale per l’eutanasia: tutti
sappiamo che con tanti anziani, in questa cultura dello scarto, si fa questa
eutanasia nascosta. Ma, anche c’è l’altra. E questo è dire a Dio: "No, la
fine della vita la faccio io, come io voglio". Peccato contro Dio
Creatore. Pensate bene a questo
.
Dunque, il Papa ha parlato. Nel suo modo
semplice, colloquiale, ma ha parlato. D’altronde – diciamocelo francamente –
ciò che alcune volte desta perplessità nei discorsi di papa Francesco non è lo
stile. C’è qualcuno che storce il naso, che vorrebbe un modo di parlare più
solenne (considerazione, questa, che, per carità, ha un senso), ma a mio parere
può andare bene così. L’importante è che certe cose arrivino e arrivino bene.
Ma se non è lo stile, cosa finora ha potuto destare perplessità nelle cose
dette dal Santo Padre? Alcuni “rumorosi” silenzi. Soprattutto sul versante dei
cosiddetti “princìpi non negoziabili”, nonché su alcune aperture in materia
ecumenica (vedi, per esempio, i vari incontri con gli evangelici).
Fa piacere che ieri papa Francesco abbia
parlato chiaro. “Chiaro” ovviamente non nello stile, ma nei contenuti. E
soprattutto per un’altra cosa: perché ha detto delle parole che il
mondo
non vuol sentirsi dire. La “chiarezza”
a cui alludo, e vorrei che sia sempre costante nel magistero del Papa e dei
Vescovi, è proprio quella di parlare, denunciare, senza aver paura del giudizio
del
mondo
. La mondanizzazione è una
cosa molto brutta. E’ il tradimento dell’essere Chiesa. Quando si parla di
mondanizzazione, si pensa quasi automaticamente alla ricchezza, alle antiche
residenze principesche dei cardinali, alla commistione della Chiesa con bassi
interessi terreni. Certo è questa una mondanizzazione che può dar fastidio, ma
non è la peggiore. La mondanizzazione peggiore è quella di parlare non per
convertire il
mondo,
ma per
uniformarsi ad esso. Non c’è mondanizzazione peggiore di aver paura del
giudizio del
mondo
.
Ed è questa la vera deriva ideologica.
·
I
cristiani ideologici
sono coloro che
non vogliono vedere, che pensano che tutto vada bene, che addirittura arrivano
a dire che due omosessuali che vivono insieme si possono aiutare
reciprocamente. Ma aiutarsi dove? Ad andare insieme all’inferno? Ma il
catechismo non dice che la sodomia è uno dei peccati che gridano vendetta
dinanzi a Dio?
·
I
cristiani ideologici
sono coloro che abbassano
il messaggio di Cristo ad una prospettiva immanente e sociologica pretendendo
affermare che l’essenza del Cristianesimo sia un amore utopistico e non
fondamentalmente salvifico, redentivo e quindi inevitabilmente finalizzato alla
conquista dell’eternità.
·
I
veri
cristiani formalisti, scrupolosi
e
neo-farisei
sono coloro che hanno
dimenticato la centralità della Vita di Grazia, che non riescono più a capire
che senza di essa non c’è vita cristiana; e lo hanno dimenticato … dimenticando
(chiedo scusa del gioco di parole) che il peccato è la calamità più grave che
ci possa essere sulla faccia della terra. Un solo peccato mortale è più grave
di tutte le guerre che ci sono state finora nella storia.
·
I
veri
cristiani ideologici
sono coloro
che pavidamente temono le proteste dei
media
e delle
lobbies
. Che si arrampicano
sugli specchi pur di non dire la verità. Che –per esempio- lasciano solo un
povero parroco che ribadisce la verità di sempre della Chiesa secondo cui un
peccato che è terminato nel tempo può essere assolto mentre un peccato che dura
nel tempo, come la convivenza, non può essere assolto (si pensi al caso del
parroco della diocesi di Novara rimproverato finanche dal suo vescovo). O
coloro che arrivano a “bacchettare” una povera insegnante di Religione che dice
come stanno davvero le cose in tema di omosessualità. Ecco le parole a riguardo
del vescovo di Torino come le ha riportate il sito de la
Repubblica
:
"Trovo che
non sia il caso di mettere in discussione le scelte sessuali delle persone, per
di più in un ambiente educativo come la scuola".
Ovviamente –se la logica non un’
optional
- nelle parole del Vescovo ci
sarebbe un rimprovero anche per Gesù e San Paolo, perché anche loro hanno messo
in discussione, eccome se hanno messo in discussione…
·
I
cristiani ideologici
sono coloro che,
in nome di una compassione
politicamente
… pardon:
ideologicamente
corretta
pensano solo a chi può
difendersi, solo a chi può proclamare l’importanza dei propri diritti, e non a
coloro che, come i bimbi che sono nel grembo delle madri, non hanno alcuna
possibilità di gridare aiuto, di farsi sentire.
Le
parole di Papa Francesco, ieri, sono state chiare. Chiare nel senso che
dicevamo prima: chiare nel rispetto della Verità … che è chiamata a salvare il
Mondo
e la
Storia
e non a mettersi alla loro sequela.