L’attacco vigliacco e stragista al settimanale Charlie Hebdo
ci pone dinanzi a due tragiche realtà.
La prima è la natura dell’Islam, che non muta mai. La
seconda è il devastante suicidio del mondo occidentale, frutto inevitabile del
tradimento alla civiltà e alla fede cristiane.
Riguardo il secondo punto, ci sarebbe da scrivere interi
libri, molto è stato già detto e quindi è superfluo ora insistere in questa
occasione. Ma due cose devono essere aggiunte nella fattispecie dell’evento
ultimo: ed è il fatto che a essere colpito è stato un giornale che viene
descritto come espressione di libertà, ma che in realtà è una fogna di
bestemmie e volgarità, anzitutto contro la fede cristiana. Se si distingue dagli
altri perché ha avuto, da solo, il coraggio di toccare anche Maometto (coraggio
che manca a tutti gli intrepidi offensori della nostra fede), non si distingue
però, se non in peggio, per la mostruosa volgarità e blasfemia rivolta contro
la Ss.ma Trinità stessa, come quando in una vignetta è stata ripresa in maniera
orribilmente offensiva finalizzata alla esaltazione della sodomia.
Pertanto, a pensarci bene, i nostri eroi della libertà sono
molto più eroi del demonio di quanto ora, pur nel doveroso rispetto della
tragica fine, possa apparire.
Inoltre, questa volta il terrorismo ha colpito non solo chi
offende brutalmente i sentimenti religiosi nostri e altrui, ma ha colpito anche
il Paese che ha inventato il terrorismo di massa, più di 220 anni or sono, e
che in questi due secoli, specie negli ultimi decenni, ha sempre ospitato e
difeso i peggiori assassini e stragisti dei Paesi altrui (Cesare Battisti in
testa). Ora è toccato a loro: chissà cosa direbbero i francesi se l’Italia
proteggesse questi infami assassini…
Pertanto, mi permetto di dire che mi dissocio completamente
dall’affermazione del Presidente del Consiglio del Governo della Repubblica
Italiana: “Siamo tutti francesi”. Mi dispiace, io non sono francese, nemmeno
oggi, perché ho la sventura di conoscere la storia dei francesi degli ultimi
250 anni…
E a proposito della sventura di conoscere la storia,
desidero ora spendere due parole sul primo punto, necessarie a chiarire un
equivoco molto diffuso anche fra persone di ottime idee.
L’equivoco riguarda l’Islam e nello specifico il fatto che
dietro i terroristi vi sarebbero gli americani o potenze mondialiste di varia
natura o altri ancora.
Specifico subito che per quanto mi riguarda non lo escludo
affatto, anzi. Ne sono fondamentalmente convinto (e non parlo solo degli USA).
Questo è un tema troppo complesso e scottante e ci porterebbe lontano
suscitando polemiche sterili e fuorvianti: basti dire che chi scrive sa che
quanto di folle sta accadendo oggi nel mondo è programmato e voluto da forze
precise di natura mondialista e sinarchica.
Detto questo, però, desidera, da storico, e quindi da
pensatore abituato a fare i conti con ciò che si sa essere certo e provato,
riportare il discorso alla realtà semplice e quindi inconfutabile.
Se anche dietro il terrorismo islamico (che colpisce ormai
un giorno sì e l’altro pure) vi sono forze estranee all’Islam che lo manipolano
per scopi di sovversione mondiale, ebbene, questo non annulla affatto, in
niente, la realtà basilare e incontrovertibile, ovvero che i terroristi sono
islamici, e sono ben felici di essere terroristi e di uccidere gli infedeli.
Tanti malati di complottismo, e altrettanti che giocano a
fare i più intelligenti e svegli della comitiva, dimenticano – volutamente se
sono proprio così intelligenti – che cosa sia nella realtà effettiva l’Islam,
cosa predichi, cosa voglia, cosa ha sempre fatto da sedici secoli.
A furia di sentire le cialtronate dei preti traditori e
bugiardi sul dialogo delle religioni e a furia di sentire tutte le Boldrini di
tutti i tempi e luoghi sull’incontro di razze, civiltà e popoli, si finisce – e
costoro lo sanno molto bene, perché insegnato una volta per tutte dal loro
maestro assoluto, Voltaire – per crederci veramente, più sottilmente di quanto
forse si pensi. E così si dimentica, anche perché magari non si conosce quella
storia che si fa finta di conoscere, la verità dei fatti, ovvero che quanto sta
accadendo oggi gli islamici lo hanno sempre fatto, anche e soprattutto nei
primi mille anni della loro offensiva, ovvero quando le potenze mondialiste e
sinarchiche, così come la finanza, gli USA e altro, neanche esistevano.
Si dimenticano che il “Profeta” questo ha predicato, e
questo ha fatto, quando armi alla mano ha conquistato nel sangue la Mecca.
Questo ha profetizzato, la caduta di Roma (dopo quella di Costantinopoli) e per
questo hanno combattuto per secoli tutti i musulmani. Ed è questo che spiega il
fatto che decine di papi hanno indetto la Crociata e decine di santi l’hanno
giustificata e predicata.
Ci si dimentica, insomma, navigando nelle brume dei
complotti (che pur ci sono), quello che comunque c’è oltre le brume. Ovvero,
per dirla chiaro e tondo fuor di metafora, che seppur è vero che al Qaeda, Isis
e tutti i criminali islamici sono mossi da potenze non islamiche, è ancor più
vero che a costoro non sembra vero (ci si passi il gioco di parole) di essere
foraggiati dai loro stessi nemici per distruggere il nemico.
Detto ancor più esplicitamente: cari complottisti, la cosa
più facile del mondo è convincere un islamista militante ad uccidere cristiani
o ex cristiani: non aspetta altro.
Questo vuol dire che se la mente non è islamica, il braccio
è islamico, eccome se lo è! E la responsabilità quindi ricade sugli stragisti
come sui loro committenti, veri o presunti che siano.
Mi si passi questo paragone per chiarire in chiusura ancor
meglio quanto affermato. Chi mi conosce sa che, come dire, mi sono occupato
nella mia vita di Risorgimento… Ebbene, in decine e decine di conferenze, in
centinaia di discussioni, e anche negli scritti, mi sono sempre trovato a
sentirmi fare questa obiezione (quando io difendevo Pio IX e criticavo Cavour e
soci), anzitutto ovviamente dai cattolici conservatori (come ovvio che sia…):
“E’ stato meglio che il Risorgimento abbia distrutto lo Stato Pontificio, ne ha
guadagnato la Chiesa!”.
Ora, sorvolando sulla veridicità o meno dell’affermazione in
sé (non interessa ora il nostro discorso), devo dire che io ho sempre risposto
alla medesima maniera: “Se anche vogliamo ammettere e non concedere che ciò sia
vero, questo non toglie nulla alle intenzioni di Cavour, Garibaldi e soci e
massoni tutti, che hanno fatto il Risorgimento e la guerra alla Chiesa non
certo per avvantaggiarla, ma nella errata e anche ingenua e stupida convinzione
che abbattendo lo Stato Pontificio si sarebbe distrutto il Papato”.
Insomma, se Dio dal male trae il bene, ciò non toglie nulla
alle intenzioni malefiche, e quindi alla responsabilità oggettiva, di chi
allora combatteva la Chiesa.
Ebbene, il discorso nostro è molto simile: se anche dietro
questo attentato vi fosse – come dicono o lasciano intendere i complottisti –
la CIA, gli USA, altri che non si possono nominare, o comunque forze
mondialiste, ebbene, anche in questo caso gli assassini sono islamici e fanno
quello che fanno con profonda convinzione religiosa. Non solo: sono ammirati da
un numero immenso di altri islamici in tutto il mondo, checché se ne dica, e
alcuni di questi tra non molto faranno altrettanto.
Non ci si illuda: il fatto che l’Occidente, una volta
cristiano, e la stessa Chiesa, abbiano i loro nemici in casa, occulti,
incappucciati, indefinibili, non toglie che abbiano nemici anche fuori casa,
che operano alla luce del sole, come sempre hanno fatto da sedici secoli.
Perché, cari fratelli nella fede, la frase più insulsa che
un cristiano abbia mai pronunciato è proprio questa: “La Chiesa non ha nemici”.
La Chiesa è piena di nemici, interni ed esterni, altrimenti non sarebbe più
dalla parte del suo Fondatore, e non sarebbe schierata con Colei che gli
schiaccerà il capo. Al serpente.