In quel capolavoro di analisi psicologica e
spirituale che sono
I posseduti
, Dostojevskij
descrive l’ambiente dei rivoluzionari russi della seconda metà del XIX secolo,
allora sparuta minoranza di individui senza scrupoli caratterizzati da un
cinismo, una falsità, una violenza e un disprezzo smisurato nei confronti della
verità, del bene, dell’ordine e della vita stessa, sacrificati alle loro
assurde idee e a un’insaziabile volontà di auto-esaltazione. Questi erano
d’altronde i frutti del loro cieco ateismo, che imponevano a se stessi con un tirannico
razionalismo e mantenevano per partito preso con un volontarismo perverso,
capace di soffocare anche la voce del cuore.
Guardando indietro dal nostro attuale punto di osservazione,
ci rendiamo conto che – forse inconsapevolmente – l’insuperabile romanziere
russo ha profeticamente descritto ciò che sarebbe diventata l’intera società
occidentale, corrosa dall’interno da quella visione nichilistica che si è
diffusa in essa come un cancro: la follia, la doppiezza, la perversione,
l’insensibilità e la cattiveria dei cospiratori, motivate con ipocriti
obiettivi sociali, sono oggi moneta corrente in questo mondo che, avendo
cancellato il sentimento delle proprie origini e del proprio fine, vive così,
senza ragione e senza scopo, soffrendo e facendo soffrire in modo disumano.
È innegabile che, almeno in qualcuna delle figure
create dal grande scrittore, sopravvivano un barlume di rimorso e un anelito di
speranza, repressi però dall’orgoglio o dalla disperazione, o semplicemente
dalla paura di conoscere l’amore e la misericordia divini, che pure sono lì, a
portata di mano e pronti ad offrirsi al minimo accenno di pentimento e di
abbandono. Ma noi non viviamo nella Russia di un tempo, in cui almeno un’icona
brillava in ogni casa con il suo lume ad olio acceso giorno e notte: noi
gettiamo i crocifissi nella spazzatura, distruggiamo le immagini della Madre di
Dio, oltraggiamo in modo grottesco la religione dei nostri padri… Come se
fossimo sovietici nell’animo, pur senza esserlo mai stati per regime. Si è
forse spenta anche l’ultima fiammella di umanità e di ragionevolezza?
Quelli che hanno gettato a piene mani i semi del
nichilismo nella nostra cultura sono in buona parte ormai morti e putrefatti:
lo erano già da vivi. Il danno causato, tuttavia, rimane e rimarrà per chissà
quanto, con quell’immane sofferenza interiore di chi vive senza luce e, ciononostante,
continua a far finta che tutto vada bene: in fondo, basta drogarsi o ubriacarsi
di alcool e di sesso. I vecchi proverbi sono a volte un po’ spietati, ma sempre
molto saggi:
Chi è causa del suo mal,
pianga se stesso
… Che vantaggio si ricava, del resto, da tutta questa pietà
paternalistica dei chierici “socialmente utili”, che trovano facili clienti
alimentandone studiatamente il colpevole vittimismo?
Ma forse, per non essere ingiusti, una scusante
possiamo anche ammetterla. Dov’erano i predicatori della verità divina, quando
menzogna e depravazione devastavano intellettualmente e moralmente la gioventù?
A raccogliere vestiti usati e carta straccia, per convincere i giovani che
basta quello per dare un senso alla propria vita e salvarsi l’anima. Ma quale anima?
E da che si dovrebbe salvare, in fin dei conti? Non si vive solo qui? E la
giustizia sociale non è forse l’estremo orizzonte dell’esistenza?… Ora che la
menzogna e la depravazione sono diventate istituzioni, si rischia il linciaggio
a dir qualcosa d’altro – e tra poco, in ogni caso, si rischierà la ghigliottina
sull’altare di quel bestiale orgoglio giacobino che, in nome di una “libertà di
espressione” scambiata per licenza di ingiuria e di bestemmia, è sommamente
indifferente tanto a una strage spaventosa, che avrebbe potuto almeno indurlo a
un ripensamento, quanto alla sorte dei poveri massacrati per mano di altri
poveri, da esso provocati fino all’esasperazione.
Anche se te ne stai nel tuo buco, tacendo e pensando
solo ai “fatti tuoi”, i galoppini di questo sistema satanico ti vengono a stanare
per costringerti a comprare qualcosa che non ti serve o a firmare
contratti-fregatura, o con le buone o con le cattive, secondo il tipico metodo del
cornuto: chi ha avuto a che fare con lui lo riconosce subito. In certi casi, se
hai pure dimestichezza con i morti, puoi sentire, alla presenza di tali
individui, un’inspiegabile puzza di cadavere… Anime morte, ma pur capaci di
camminare e di parlare! Vedete l’importanza del crocifisso alle pareti e al
collo: se non potete appenderlo in ufficio, chi vi impedisce di portarlo
addosso (magari non troppo in evidenza, per evitare ritorsioni mafiose…)
insieme alla medaglia miracolosa, con cui la Madonna convertì persino un
Ratisbonne, che da ebreo blasfemo divenne un grande apostolo?
Coraggio: era tutto preannunciato, nelle Sacre
Scritture come nelle profezie e nelle visioni di grandi mistici. «Questa è la
vostra ora: è l’impero delle tenebre» (Lc 22, 53): fu l’ora più oscura e più tragica
della storia umana, ma poi accadde la Risurrezione e la santa Chiesa iniziò la
sua avventura prodigiosa – qualcosa di mai visto – a partire da un piccolo
cenacolo stretto intorno alla Madre. Formiamo intorno a Lei dei focolai di
resistenza che, al momento da Dio voluto, diventeranno un incendio di luce, di
carità e di pace per mezzo del quale Egli riporterà gli uomini all’autentica libertà,
quella donataci da Cristo, fondata sulla verità e regolata dall’amore.