Non
sono uno storicista né tantomeno un immanentista, per cui so bene che il corso
della storia può avere una serie di variabili che Dio solo sa e che stesso Dio
può influenzare ma non certo determinare. Ciò perché l’uomo è libero, e perché
il tempo è l’esito di tutta una serie di variabili (anche casuali) che si sono
introdotte in conseguenza del peccato originale.
Fatta questa premessa, va detto però che
la storia è anche il campo della Provvidenza, che può ben utilizzare gli
accadimenti affinché l’uomo possa capire e possa eventualmente ravvedersi. O
anche (è doloroso dirlo) possa scontare ciò che merita scontare. Non dobbiamo
infatti dimenticare che la giustizia divina se si realizza pienamente oltre la
dimensione naturale, non esclude in linea di principio di poter operare,
parzialmente o completamente, anche nella storia degli uomini, cioè nell’al-di-qua.
Ecco perché la storia si prende solitamente
le sue rivincite; e il tempo, come spesso si dice, diventa “galantuomo”. Per
dirla con termini più difficili, siamo nell’ambito della cosiddetta “nemesi”
storica.
Tutto questo per dire cosa? Per dire che
i fatti che stiamo ascoltando in queste ore sono una vera e propria “rivincita”
di ciò che storicamente si ricorda come “spirito di crociata”. Ovviamente mi
riferisco alle ultime notizie riguardo lo spadroneggiamento dell’Isis in terra
libica, a circa 400 chilometri dal suolo italiano: 400 chilometri! la distanza
che intercorre tra Roma e Bologna.
Il termine “crociata” (così come le sue
molteplici aggettivazioni) viene usato in chiave negativa tanto
giornalisticamente quanto scolasticamente. Quando poi uno storico (che conosce
davvero la storia) cerca di far capire che, pur con tutti i distinguo e le
precisazioni del caso, nello spirito di crociata vi era un principio di guerra
giusta e di guerra difensiva ... apriti Cielo! Non solo non viene creduto, ma
riceve anche gragnuole di accuse per revisionismo apologetico e ingenuo.
Eppure si sa che quando vennero
organizzate le Crociate non solo non vi era più la possibilità da parte dei
cristiani di poter andare liberamente in Terra Santa, ma le terre della
cristianità erano continuamente minacciate dalle incursioni dei Saraceni. La paura
di veder rapiti donne e bambini era all’ordine del giorno. Nacquero finanche
degli ordini religiosi che avevano come scopo di raccogliere offerte per far sì
che anche le famiglie povere potessero pagare riscatti per riavere i propri
congiunti. La famosa frase
“Mamma, li
turchi!”
non nacque casualmente.
E ora? Giustamente nessuno si
scandalizza (anche le forze cosiddette “progressiste”) che ci siano gli estremi
per intervenire in Libia e difendere, attaccando, il nostro territorio dal
pericolo del
jihadismo
. Basta leggere
gli editoriali di queste ore per accorgersi di quanti oggi si scoprano
–giustamente- difensori del principio della “guerra giusta”. Abbiamo finanche
un ministro degli esteri accusato di essere un “crociato” dai “tagliagole” con
bandiera nera.
E la storia che si ripete? Può darsi. Di
certo è un insegnamento affinché si tratti bene la storia e si finisca di dire
panzane ideologiche.
Oggi avviene per le crociate, domani
chissà…