В
Costantino
può essere considerato il più grande – insieme ad Augusto e Traiano – degli
Imperatori romani e al contempo il primo imperatore fattosi pubblicamente
cristiano. E, non dimentichiamo, figlio di una madre che la Chiesa Cattolica ha
elevato all’onore degli altari.
Flavio
Valerio Aurelio Costantino
nasce in Illirico, a Naissus (oggi
NiЕЎ), nella provincia della Moesia superiore, il 27 febbraio 272 o 273 (ma non
v’è certezza a riguardo). È figlio primogenito di Flavio Valerio Costanzo (noto
poi come Costanzo Cloro), ufficiale della guardia imperiale, che in quegli anni
sta percorrendo una brillante carriera al servizio degli imperatori-soldati.
Sono parenti di Claudio II il Gotico, imperatore dal 268 al 270.
В
La
Tetrarchia
Se si vogliono
comprendere non solo la carriera e la vita di Costantino, ma anche la sua
personalitГ e il significato e le cause delle sue scelte, non si puГІ
prescindere dal contesto politico e militare in cui crebbe, che fu quello del
sistema tetrarchico costituito da Diocleziano. Questi, imperatore dal 284 al
305, suddivise in due grandi parti l’amministrazione dell’Impero, con a capo
due Augusti: in Oriente Diocleziano stesso, cui spettava la supremazia assoluta,
in Occidente Massimiano; ognuno di loro poi nominava un Cesare: Diocleziano
scelse Galerio, Massimiano scelse il 1В° marzo 293 proprio Costanzo Cloro, cui
venne affidato il governo delle Gallie e della Britannia. Questi, ricevuta la
prestigiosissima nomina, inviГІ Costantino in Oriente a militare sia agli ordini
di Galerio che a quelli dell’Augusto supremo, ciò che diede al giovane
occasione di imparare l’arte militare e politica. Costantino si distinse subito
per valore in varie spedizioni contro i barbari che premevano sul
limes
, divenendo in tal maniera ben noto
fra i soldati anche per i meriti personali.
Ormai figlio del
Cesare d’Occidente, Costantino si sente un sicuro candidato per l’ascesa a una
delle quattro cariche supreme. Si fidanza così con Fausta, figlia dell’Augusto
d’Occidente Massimiano, lasciando la compagna Minervina, dalla quale aveva
avuto il figlio Crispo.
В
Costantino
diventa Augusto d’Occidente
Gli anni 305-306
segnano la svolta della sua vita. Nel 305 Diocleziano decide di abdicare e
costringe il recalcitrante Massimiano a fare altrettanto. Automaticamente,
secondo il meccanismo voluto appunto da Diocleziano, Galerio diviene Augusto
d’Oriente, Costanzo Cloro Augusto d’Occidente. Entrambi dovevano nominare i
rispettivi Cesari. Galerio nomina un suo parente, Massimino Daia. Costanzo
nomina a sorpresa un valido soldato, ma fin’allora sconosciuto, Severo, che gli
fu in pratica imposto da Diocleziano. Sono così esclusi sia il figlio di
Massimiano, Massenzio, che per altro ГЁ anche genero di Galerio, che Costantino.
Visto il nuovo
scenario, Costantino fugge dall’Oriente per raggiungere il padre. Si trattò di
una vera e propria fuga, che riuscì. Giunto in Gallia, incontra il padre, e lo
segue in Britannia, dove si mette in mostra – questa volta in Occidente – per
la sua grande abilitГ militare, contribuendo decisamente alle vittorie contro
le tribГ№ dei Pitti. In breve, Costanzo si ammala, e Costantino di fatto prende
il comando delle operazioni, facendosi ammirare da tutto l’esercito.
Nel 306 Costanzo
Cloro muore. L’esercito d’Occidente non ha dubbi: il figlio è degno di
succedergli. Costantino viene così acclamato Augusto d’Occidente dall’esercito
stesso, come avveniva usualmente prima di Diocleziano. A questo punto, di fatto
Costantino è un usurpatore. Egli lo sa, ma non torna sui suoi passi. Così, il
25 luglio 306 rimane, per sempre, il suo
dies
Imperii
. Quel giorno segna il confine della sua vita: ora non puГІ piГ№
tornare indietro e dovrà affrontare, uno dopo l’altro, tutti i suoi avversari,
d’Oriente e d’Occidente.
A questo punto,
negli anni seguenti, inizia una intricatissima vicenda di scontri e guerre
civili fra Augusti e Cesari. Non ГЁ possibile descrivere il susseguirsi degli
avvenimenti. Uno dopo l’altro, Augusti e Cesari, legittimi e usurpatori,
muoiono o si eliminano a vicenda, segnando di fatto lo sfacelo del sistema
tetrarchico.
Costantino, dal
canto suo, cerca di agire con moderazione e di rimanerne fuori per quanto
possibile, al punto tale che alla fine venne anche riconosciuto ufficialmente
Cesare, rientrando così nella legalità . Inoltre, riporta importanti vittorie
contro i Franchi.
В
“
In hoc signo vinces
”: Cristo entra nella
sua vita e gli concede il trionfo
L’anno-chiave
per la risoluzione delle guerre civili fu il 312. In questo anno, la situazione
ГЁ ormai la seguente: in Oriente si contendono il titolo di Augusto Licinio e
Massimino Daia. Alla fine, vincerГ Licinio, che rimarrГ unico Augusto. In
Occidente, dopo varie vicende, la partita si gioca fra Costantino e Massenzio,
e si gioca in Italia: Massenzio infatti ГЁ a Roma (e ha dalla sua parte
l’aristocrazia senatoria ancora decisamente pagana, ciò che lo spinge, per
ingraziarsela, a perseguitare i cristiani) e Costantino scende con il suo
esercito nella Penisola. Dopo aver vinto due battaglie a Torino e a Verona,
converge verso
Roma
tramite la
via Flaminia
e si accampa in localitГ Malborghetto
vicino a
Prima Porta
, sulla riva destra del fiume
Tevere
a poca distanza dal
ponte Milvio
, che si trovava alle spalle delle
truppe di Massenzio. L’esercito di questo assommava a 190.000 uomini circa,
quello costantiniano a 100.000 al massimo.
Come a tutti noto, Costantino
sostenne di avere avuto, la sera del
27 ottobre
, mentre le truppe si preparavano alla battaglia, una
visione, i cui dettagli differiscono perГІ tra le fonti.
Eusebio riporta due versioni
dell’accaduto. La prima, contenuta nella
Storia ecclesiastica
, afferma esplicitamente che il Dio cristiano abbia aiutato
Costantino, ma non menziona nessuna visione. Nella
Vita di Costantino
, scritta
anni dopo in base al diretto racconto dell’Imperatore, Eusebio dà invece una
dettagliata descrizione della visione; secondo questa versione, Costantino
stava marciando col suo esercito quando, alzando lo sguardo verso il sole, vide
una croce di luce e sotto di essa la frase greca “
О•ОЅ О¤ОїП…П„П‰ ОќО№ОєО±
” reso in latino come “
In hoc signo vinces
”, “Con questo segno vincerai”.
Dapprima insicuro del significato della visione, Costantino ebbe nella notte un
sogno nel quale Cristo gli spiegГІ di usare il segno della croce contro i suoi
nemici. Costantino inoltre avrebbe fatto precedere le proprie truppe dal
labaro
imperiale con il simbolo cristiano del “
Chi-rho
”, detto anche
monogramma di Cristo
, formato dalle lettere
XP
(che sono le prime due lettere
greche
della parola ΧΡΙΣΤΟΣ – “
Christos
”)
sovrapposte. Sotto queste insegne i soldati sconfissero il nemico.
Lattanzio
afferma invece che la visione ordinГІ a Costantino di apporre
un segno sugli scudi dei propri soldati, un segno “riferito a Cristo”.
Lattanzio descrive il segno come uno
staurogramma
, una
croce latina
con la parte superiore cerchiata come una P.
La mattina
seguente ha luogo la battaglia decisiva dei destini di Costantino, dell’Impero
Romano e della Chiesa, quindi della storia dell’intera Cristianità .
Nonostante la
netta superiortГ militare, Massenzio, che peraltro aveva commesso
l’inspiegabile errore di schierare l’esercito con alle spalle il Tevere
(togliendosi quindi la possibilitГ di fuga in caso di disfatta), fu travolto
(lui stesso morì annegato), il suo esercito distrutto, Roma in ginocchio
dinanzi al nuovo Augusto d’Occidente, che ebbe la saggezza di non infierire
contro la cittГ e la classe senatoria.
Costantino, al
seguito della croce cristiana, aveva trionfato. Ora la storia cambierГ per
sempre il suo corso.
В
L’Editto
di Milano
В
Costantino,
trionfatore, diede appuntamento alla primavera successiva a Milano a Licinio,
il vincitore d’Oriente, per organizzare il matrimonio fra lui e sua sorella
Costanza nel febbraio 313.
L’incontro fu
l’occasione per ribadire un editto di tolleranza religiosa verso il
Cristianesimo come verso ogni religione: queste sono le parole iniziali:
|
В«
Quando noi, Costantino
Augusto e Licinio Augusto, felicemente ci incontrammo nei pressi di Milano, e
discutemmo di tutto ciГІ che attiene al bene pubblico e alla pubblica
sicurezza, questo era quanto ci sembrava di maggior giovamento alla
popolazione, soprattutto che si dovesse regolare le cose concernenti il culto
della divinitГ , e di concedere anche ai cristiani, come a tutti, la libertГ
di seguire la religione preferita, affinchГ© qualsivoglia sia la divinitГ
celeste possa essere benevola e propizia nei nostri confronti e in quelli di
tutti i nostri sudditi. Ritenemmo pertanto con questa salutare decisione e
corretto giudizio, che non si debba vietare a chicchessia la libera facoltГ
di aderire, vuoi alla fede dei cristiani, vuoi a quella religione che
ciascuno reputi la piГ№ adatta a se stesso
В».
|
|
L’Editto
stabiliva inoltre esplicitamente che i luoghi di incontro e ogni altra proprietГ
confiscati ai cristiani e incamerati dall’erario dovessero
В«
essere restituite ai cristiani senza richiesta di
pagamento o compenso alcuno e senza alcun tipo di frode o imbroglio
В».
|
Di fatto
esso concedeva al cristianesimo uno status giuridico equivalente alla religione
tradizionale romana e agli altri culti religiosi professati nei territori dell’Impero.
Questo riconoscimento ebbe ripercussioni piГ№ importanti per la Chiesa romana,
rispetto alle altre chiese locali, perchГ© in questo modo essa si integrava nel
diritto pubblico romano, anche grazie al fatto di possedere una notevole
organizzazione interna. Le leggi imperiali permisero agli ecclesiastici della Chiesa
romana di godere di molti privilegi speciali, che andavano dall’esenzione dei
gravami pubblici – in particolare tasse – all’esenzione dalla giurisdizione dei
tribunali imperiali per tutto quello che concerneva la fede, i dogmi
ecclesiastici e la disciplina. Anche casi puramente civili dovevano essere
trasferiti dal tribunale imperiale all’arbitrato episcopale, se una delle parti
contendenti lo avesse richiesto.
Da questo
momento (primavera del 313), i cristiani erano per la prima volta a tutti gli
effetti liberi di professare il loro culto.
В
Imperatore
dell’intero Impero Romano
Negli anni
seguenti, con la scusa di dover affrontare i barbari sul
limes
orientale, Costantino si porta con l’esercito sempre più
vicino a Licinio, il quale comprende bene le sue reali intenzioni. Licinio,
peraltro, commette l’errore di iniziare nuovamente a perseguitare i cristiani,
il che volle dire offrire il destro a Costantino per lo scontro finale. Con una
serie di battaglie, sia campali che marine, di cui la decisiva fu quella di
Crisopoli nel 324, Costantino trionfa anche su Licinio, che sarГ giustiziato. A
questo punto, egli ha ottenuto il sogno di tutta la vita: ГЁ Imperatore
dell’intero Impero Romano, e rimarrà Augusto unico fino alla morte, nel 337.
Gli anni
successivi al trionfo definitivo saranno segnati da continue vittorie militari
contro i barbari: vittorie contro i goti, contro i sarmati a piГ№ riprese, che
lo portano perfino in Dacia, cioè agli estremi confini dell’impero di Traiano,
quello della massima estensione geografica mai raggiunta da Roma. Prima della
morte, prepara anche la spedizione contro la Persia, che non potГ© perГІ avere
luogo a causa appunto della morte incipiente: era chiaro, insomma, che
Costantino, dopo aver realizzato il sogno di rimanere unico imperatore, voleva
realizzare anche quello supremo di superare Traiano nell’espansione
territoriale. La morte glielo impedì.
В
La
“seconda Roma”
Ma non gli
impedì di realizzare un altro progetto, unico nel suo genere: quello di essere
fondatore di una “seconda Roma”. Fin dai tempi di Licinio, egli vi pensava, e
dopo il trionfo lo realizzГІ, scegliendo Bisanzio e i Dardanelli come luogo
deputato alla seconda cittГ del mondo, seconda per bellezza, ma nella sue
intenzioni ormai prima per potere e importanza. Non era solo questione di
comodità geografica: infatti, ogni pericolo per l’Impero veniva da Oriente, non
certo da Occidente, ove v’era l’Oceano. Il vero problema è che Costantino mai
si fidò realmente di Roma, dell’aristocrazia romana, ancora legata al
paganesimo. Egli, sempre piГ№ cristiano nel cuore, volle creare una capitale che
fosse nuova anche dal punto di vista religioso, quasi incontaminata (sebbene
qualche cerimonia pagana venisse celebrata), vicina a quel medio Oriente ove il
Cristianesimo era nato e si era propagato.
Costantinopoli
fu la seconda Roma, la cittГ del primo Imperatore cristiano. Qui Costantino
scelse di lasciare i suoi resti mortali, nella Basilica, scelta non casuale,
dei Santi Apostoli, “quasi come il 13° apostolo”. La sua mente, il suo cuore,
erano lì, e lì, non a Roma, volle che i suoi resti mortali rimanessero per
sempre.
В
L’uomo e la sua conversione
Costantino fu uomo appassionato e
temerario, coraggioso in battaglia e abilissimo politico, mistico e
smisuratamente ambizioso. Tutte prerogative che non cozzano affatto con quanto
vari storici hanno sottolineato: e cioГЁ che la sua strepitosa e inarrestabile
carriera si fonda su una visione “carismatica” del suo potere e del suo ruolo,
visione che per se stessa si scontrava con quella prettamente
“militaresco-adottiva” di Diocleziano.
Cosa intendiamo per carismatica?
Anzitutto ad esempio il fatto che Costantino ci tiene fin dal 306 – l’anno del
suo
dies Imperii
– a rendere noto che
egli discende da Claudio II il Gotico, oltre che da suo padre, ovviamente:
insomma, il trono gli spetta per diritto ereditario, e questo implicava come
conseguenza il superamento dell’impostazione “funzionalistica” dioclezianea.
Non per niente, un suo panegirista, in occasione dei festeggiamenti dei
quinquennualia
del suo impero nel 310,
scrive: В«
Imperium nascendo meruisti
В».
Era un chiaro ritorno al concetto dinastico, di per sГ© contrario a quello adottivo.
Inoltre, nella sua guerra contro
Massenzio e poi contro Licinio per la conquista del potere assoluto
dell’Impero, egli definisce i suoi rivali “
tyranni
”:
ciГІ ГЁ significativo, sia politicamente perchГ© stava a significare che egli solo
era l’eletto per diritto di nascita, sia religiosamente, per il loro appoggio
al paganesimo e quindi all’errore.
A questo proposito occorre dire che
la famosa visione che nel 310 ebbe del
Sol
Invictus
/Apollo, non deve far pensare a un’adesione al politeismo, quanto
piuttosto, come è stato notato da vari storici, all’enoteismo, ossia a una
sorta di culto monoteistico che perГІ ancora non rinnega di fatto il politeismo,
sebbene non venga piГ№ reso onore pubblico agli dei. Insomma, alla vigilia della
grande visione della Croce, Costantino ГЁ giГ nel suo animo in cammino verso la
conversione: ГЁ di fatto ormai un monoteista, sebbene ancora non cristiano.
CiГІ ГЁ provato del resto dal fatto che
egli, anche ai tempi in cui era presente alla corte di Diocleziano, non aveva
mai aderito in alcun modo al massacro dei cristiani, e questo senza dubbio
anche a causa sia dell’educazione materna (come si può escludere questo aspetto
di per sГ© tanto naturale, visti oltretutto gli onori che poi egli concederГ
alla madre in futuro?) sia del fatto che, come testimoniano Eusebio e
Lattanzio, anche dal padre gli fu ordinato di non toccare i cristiani.
In effetti, ha ragione Lattanzio
quando afferma che in lui ritroviamo i tre gradi della conversione: 1)
riconoscere la false religioni e respingere i culti empi; 2) scoprire che non
c’è che un solo Dio; 3) acquistare consapevolezza e fede che questo Dio è
quello della madre e dei cristiani.
La religione fu sempre al centro dei
suoi interessi, e non solo politici. Egli si sentiva un “eletto dalla divinità ”
prima del 312, un “eletto di Dio” dopo quella data. Certamente l’inizio di una
conversione reale al Cristianesimo deve essere datato a partire dagli eventi
del 312. L’estensione dell’Editto di Tolleranza per tutte le religioni (in
concreto per i cristiani, unici perseguitati nell’Impero Romano) fu frutto di
un precedente evento sovrannaturale, ma questo evento agГ¬ su un’anima giГ
pronta da tempo al grande cambiamento interiore. Infatti l’Editto di Milano non
rimase atto isolato, ma fu solo il primo di una lunga serie di provvedimenti di
natura ormai “cristiana”.
В
La politica filocristiana
Nello stesso anno 313 una legge di
Costantino salvaguarda i sacerdoti della Chiesa Cattolica dalle ingiurie degli
eretici e nel 315 un’altra legge minaccia di gravi pene gli ebrei che avessero
perseguitato i loro correligionari che si fossero convertiti
ad Dei cultum.
Poi promulga due leggi nel 319: l’una concede immunità ai sacerdoti
cristiani, l’altra proibisce l’aruspicina privata. Ugualmente vengono proibiti
i sacrifici privati con una legge del 320. Nel 321, prima permise di far
testamento a favore delle chiese cattoliche, poi dichiarГІ la domenica giorno
festivo a tutti gli effetti e nel 323 minacciГІ di gravi pene chi avesse
obbligato i cristiani a celebrare cerimonie pagane.
Influssi cristiani si notano anche
nei seguenti provvedimenti legislativi: punizione per il padrone che uccide il
proprio schiavo o che separa la famiglia dello schiavo, divieto dei giochi
gladiatori, punizione dell’adulterio e di ogni forma di concubinato. Da notarsi
che venne permessa la legittimazione dei figli nati dalla libera unione di
celibi con donne non maritate.
Inoltre, come dimenticare la prima
monetazione cristiana e, soprattutto, la costruzione delle prime grandi
basiliche della CristianitГ ? San Pietro, San Giovanni e il Laterano, San
Sebastiano, Sant’Agnese, San Lorenzo al Verano e i Santi Marcellino e Pietro a
Roma, la Basilica di Treviri, il Santo Sepolcro a Gerusalemme, la NativitГ a
Betlemme e Santi Apostoli a Costantinopoli.
Ma, soprattutto, il suo costante
aiuto alla Chiesa Cattolica contro le eresie. Nel 314 interviene per dirimere
l’aspro scontro fra cattolici e donatisti in Africa; nel 325 dirige
personalmente il Concilio di Nicea, contribuendo, mosso dal suo usuale spirito
di conciliazione, alla formulazione della parola
homoousios
, “della stessa sostanza”, presente per sempre nel Credo
della Chiesa Cattolica. Ed è superfluo ricordare l’appoggio totale dato alla
madre nel suo viaggio in Terra Santa e nel rinvenimento delle principali
reliquie della CristianitГ .
DaВ
notare anche un particolare, che puГІ sembrare secondario, ma che non lo
ГЁ: nel 326, sceglie di festeggiare i vicennalia del suo regno con i vescovi a
Nicomedia. Era la prima volta che un imperatore non festeggiava la decade del
proprio impero con il popolo di Roma o con i suoi soldati. Costantino sceglie i
vescovi, quasi a presentarsi come uno di loro, con supremazia non spirituale ma
politica. Era un chiaro avviso della sua ormai definitiva adesione al mondo
cristiano.
Inoltre,
Costantino condannГІ duramente anche le dottrine degli eretici (
Novaziani
,
Valentiniani
,
Marcioniti
, Paulianisti
e Catafrigi) e proibì loro il diritto di riunione, ordinando il sequestro di
tutti gli edifici in cui si riunivano e consegnando i loro luoghi di preghiera
alla Chiesa Cattolica.
Г€ evidente
che questo uomo subì una reale conversione interiore, progressiva nel tempo,
che si concluse con il battesimo prima della morte. Ha scritto a riguardo lo
storico Eberhard Horst: В«
Per l’evoluzione
personale di Costantino, il battesimo fu l’ultima e credibile conseguenza,
l’atto conclusivo di un processo il cui svolgimento è dimostrabile e
riconoscibile anche senza i panegirici di Eusebio: nella politica religiosa che
seguì a partire dal 312, nei documenti scritti, nelle monete che Costantino
fece coniare, nelle chiese che fece costruire, nell’educazione cristiana dei
figli (…). A ragione è stato scritto che “il battesimo di Costantino non segna
l’inizio, ma la fine della conversione”
В».
Il fatto che
si fece battezzare in fin di vita e da un vescovo ariano non deve meravigliare
piГ№ di tanto: anzitutto, a quei tempi si era soliti battezzarsi prima della
morte, per avere cancellati tutti i peccati di una vita intera; poi, occorre
tener presente che gli ariani erano ancora potenti a corte, anche nella stessa
famiglia imperiale; quindi occorre non dimenticare il fatto che Costantino non
fu mai una
mens theologica
, e le
questioni divisive fra cattolici e ariani erano per lui in fondo “sottigliezze”
fra fratelli di fede: il suo interesse era il mantenimento della pace, della
concordia e dell’unità ; per questo egli ebbe sempre un atteggiamento di
tolleranza verso gli ariani, così come anche verso i pagani (che, per altro,
non dimentichiamolo, costituivano ancora il 90% della popolazione dell’Impero e
Costantino non poteva non tener conto di questo). A onor del vero, lungo tutto
il suo regno, furono non solo tollerate cerimonie pagane, ma furono ancora
costruiti dei templi, sebbene pochi. Così come occorre tener presente che egli,
che fin dal 312 aveva abbandonato ogni manifestazione personale di culto
pagano, non rinunciГІ mai al titolo formale di Pontefice Massimo, che gli
spettava in onore alla carica di Imperatore. Energicamente intollerante invece
si mostrГІ verso altre forme di eresia, come abbiamo visto.
Anche il suo
aspro scontro con sant’Atanasio fu dovuto non certo a ragioni teologiche, ma
alla durezza e intransigenza della lotta antiariana condotta dal vescovo di
Alessandria. E comunque va ricordato che proprio sul letto di morte, Costantino
dà disposizione per il rientro dall’esilio di sant’Atanasio, in piena coerenza
con tutta la sua politica religiosa di sempre.
В
Un romano vero
Si ГЁ parlato
perciò di “
ambiguitas costantiniana
”.
In realtà , oggi v’è un accordo quasi generale fra gli storici nel ritenere che
piГ№ che di ambiguitГ si trattava di quella che con una terminologia attuale
potremmo chiamare “
RealPolitik
”, non
perГІ nel senso machiavellico, laicistico e anticristiano odierno, ma nel senso
romano del concetto: Costantino visse al servizio dell’Impero, e per tal
ragione desiderava armonia, pace e unitГ . Il suo cuore e la sua mente lo
portavano ormai all’adesione al Cristianesimo, che egli, con sincerità , favorì
e guidГІ, in quei giorni difficili. Ma al contempo egli giammai smise di essere
l’imperatore di tutto l’impero.
Sappiamo che
alcune chiese orientali lo venerano come santo. La Chiesa Cattolica, seppur da
sempre riconoscente al grande imperatore, non arriva a tanto, proprio perchГ© ha
sempre avuto chiaro il fatto che Costantino, primo imperatore fattosi
pubblicamente cristiano, carismaticamente favorito da una visione divina, primo
artefice della
Libertas Ecclesiae
,
rimase perГІ sempre anzitutto un soldato
al servizio della gloria di Roma (e della sua personale).
Anche la sua
vita non permette tali aperture di natura “canonica”: in guerra fu sovente
spietato, uccise il figlioletto di Licinio senza una vera ragione, mandГІ in
bocca alle fiere i Franchi sconfitti, e commise altre atrocitГ : certo, era
normale a quei tempi, nulla di particolarmente cruento per quei giorni. Ma la
condanna a morte del figlio Crispo e della moglie Fausta rimane una macchia
sulla sua memoria. V’è da dire però che non conosciamo le cause e i reali
contorni di questa immane tragedia, per poter emettere un sereno e corretto
giudizio.
Ma,
nonostante questo, Costantino rimane non solo uno dei piГ№ grandi uomini che
Roma abbia mai avuto, uno dei piГ№ vittoriosi condottieri di tutti i tempi, un
politico accorto e lungimirante, un vincitore nato, ma l’uomo della svolta
nella storia della Chiesa Cattolica. Con Costantino finisce l’era catacombale e
inizia la storia politica e civile della Chiesa, una storia mai piГ№ terminata e
che ha visto produrre le piГ№ grandi meraviglie della civiltГ degli uomini. Per
questo, tutti coloro che odiano la Chiesa Cattolica, compresi gli “interni”
intrisi di spirito modernista e di progressismo, criticano sempre la “Chiesa
Costantiniana”, dipingendola per quello che mai fu (e adattando alle loro
esigenze ideologiche invece la “Chiesa primitiva”), commettendo in tal maniera
una duplice scorrettezza storica e teologica.
A Costantino
spetta il merito indelebile della propria conversione, del cambio di religione,
dell’aver sovvertito quanto di più sacro v’era nella mentalità romana, ciò che
lo rende l’uomo romano più coraggioso e innovativo di tutti i tempi. Inoltre,
ebbe anche il merito fondamentale di aver liberato i cristiani, di aver
cancellato il “crimine di cristianesimo”. Questo è stato ricordato nel suo
viaggio in Libano anche da S.S. Papa Benedetto XVI. Il Santo Padre, elogiando
il grande imperatore, ha testualmente affermato che egli, ricevuta la visione
della croce, В«
ha
saputo testimoniare e far uscire i cristiani dalla discriminazione per
permettere loro di vivere apertamente e liberamente la loro fede nel Cristo
crocifisso, morto e risorto per la salvezza di tutti
В».
Costantino
è il padre “politico” del Cristianesimo, in quanto è il sovrano che dona la
libertà ai cristiani, così come Teodosio è il padre della “Cristianità ”, in
quanto, nel 380, rende il Cristianesimo unica religione dell’Impero Romano,
così come Carlo Magno è il padre della
Res
Publica Christiana
europea, come lo ebbe a definire il beato Giovanni Paolo
II nel 2000.
Da
Costantino a Carlo Magno si traccia il filo ideale della societГ politica
cristiana, sacrale e monarchica.