Il Giudizio Cattolico

Ama la verità; mostrati qual sei, e senza infingimenti e senza paure e senza riguardi.
E se la vita ti costa la persecuzione, e tu accettala; e se il tormento, e tu sopportalo.
E se per la verità dovessi sacrificare te stesso e la tua vita, e tu sii forte nel sacrificio.
San Giuseppe Moscati


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Serve un fronte antibanche e antieuro



Abbiamo 60 giorni per fare una scelta epocale. Siamo di fronte a un bivio: o ci rassegniamo alla dittatura finanziaria che sta distruggendo l'economia reale riducendo la persona da depositaria di un valore intrinseco a semplice strumento di produzione e consumo di materialità, o riscattiamo la sovranità monetaria, legislativa, giuridica, nazionale facendo prevalere il nostro inalienabile diritto alla vita, alla dignità e alla libertà.

Sono questi i contenuti che sostanziano l'essere pro o contro Monti. Quanta ipocrisia nelle dichiarazioni dei politici che si sono avvicendati al Quirinale dopo lo scioglimento anticipato delle Camere tessendo le lodi del governo Monti. Ripetono all'unisono che ci avrebbe salvato dal baratro e che grazie a lui avremmo scongiurato di fare la fine della Grecia.

Eppure la realtà è che proprio nell'ultimo anno è raddoppiato il numero degli italiani che soffrono la fame diventando 6,2 milioni coloro che nell'arco delle 48 ore non possono consumare un pasto sufficiente ad alimentarsi adeguatamente; 47mila famiglie sono state costrette ad abbandonare la propria casa perché impossibilitate a pagare il mutuo; 240mila imprese sono fallite perché paradossalmente creditrici in un contesto dove il principale debitore insolvente è lo Stato; circa il 50% della forza lavoro è composto da disoccupati, inoccupati, cassintegrati ed esodati; 8 giovani su 10 tra coloro che lavorano sono precari. Monti sta perpetrando il crimine di trasformare uno Stato ricco in una popolazione povera, imprese creditrici in imprenditori falliti. Nonostante il maggior gettito fiscale grazie al più alto livello di tassazione al mondo e al regime di polizia tributaria che sta condannando a morte le imprese e le famiglie, il debito pubblico è aumentato di 153 miliardi e il Pil è calato del 2,4 per cento. Tutto ciò non perché Monti è un incapace ma perché sta deliberatamente perpetrando il crimine di distruggere l'economia reale per offrirla in pasto alla speculazione finanziaria globalizzata. Gli 878.000 miliardi di dollari di titoli tossici creati dalle banche d'affari per inverarsi devono essere riciclati, come avviene con il denaro sporco della mafia, possedendo beni reali che, dato l'esorbitante ammontare pari a 12 volte il Pil mondiale, necessita del controllo dei governi.

Quando il 16 novembre 2011 Monti giurò sulla Costituzione di servire l'interesse dell'Italia, giurò il falso perché quel giorno era ancora nel direttivo di Goldman Sachs, di Moody's, del Gruppo Bilderberg e della Commissione trilaterale, i poteri forti dietro ai quali si cela la speculazione finanziaria. In parallelo la partitocrazia che ha svenduto l'Italia alla dittatura finanziaria, ha commissariato il Parlamento e svuotato di sostanza la democrazia, invoca «più Europa», ovvero un unico governo dell'Economia e della Finanza. Ebbene i dati che concernono il reddito pro-capite, l'occupazione, le esportazioni e i pagamenti evidenziano che gli italiani stavano meglio con la lira fino al 2001 rispetto a oggi. La schiera di quanti affermano che l'Italia è il Paese che più di altri avrebbe da guadagnare dall'uscita dall'euro, cresce giorno dopo giorno annoverando il Premio Nobel dell'Economia Paul Krugman e insigni economisti. Eppure i difensori dell'eurocrazia e della dittatura finanziaria scatenano un terrorismo psicologico facendo credere agli italiani che il ripristino dell'emissione diretta della moneta da parte dello Stato si tradurrebbe in una catastrofe nazionale e gli italiani si ridurrebbero in miseria, scenario che invece corrisponde sempre più alla realtà in cui ci sta facendo sprofondare Monti. Ecco perché alle Politiche dobbiamo dire «No» a Monti, «No» all'euro, «No» a chi mette al centro la moneta anziché la persona, «No» a chi privilegia le banche anziché le imprese e le famiglie, «No» a chi deifica i mercati anziché perseguire il bene comune.

(da Il Giornale)
Magdi Cristiano Allam 24 dicembre 2012






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La vittoria dell’estrema sinistra in Grecia non può essere in sé una buona notizia, ovviamente, ma, per la prima volta in assoluto nella storia, porta con sé una carica di non negatività. Seppur Tzipras e soci molto probabilmente sono anch’essi funzionali al sistema del processo dissolutorio rivoluzionario (altrimenti non sarebbero “sinistra”) e quindi alla politica stessa del mondialismo tecnocratico e affamatore di popoli, quello che conta in realtà è il fatto che una buona parte del popolo greco ha detto no alla UE, ai suoi ricatti, alla sua politica indegna e schiavista. Se a questo poi aggiungiamo il risultato di Alba Dorata, i cui elettori evidentemente non sono per nulla funzionali al tiranno di cui sopra, il risultato delle elezioni greche nel suo complesso, dal punto di vista della resistenza al tiranno burocratico e mondialista, è assolutamente straordinario

Massimo Viglione

Tra i tratti distintivi della post-modernità vi è non solo il relativismo (che ha come logico e coerente epigono il nichilismo), ma anche la distruzione dell’uomo. E’ evidente che quando si parla di “distruzione dell’uomo” s’intende principalmente la distruzione di ciò che si manifesta come originalità umana: ovvero l’attività intellettiva (intelligenza) e quella volitiva (la libertà). Relativamente all’attività intellettiva, il pensiero postmoderno non è riuscito a negarne l’esistenza. Ciò che però ha fatto è la negazione di tale attività come elemento discriminante il piano della valutazione della dignità della vita.

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Al di là delle questioni italiane, il voto del 25 maggio 2014 segna un momento storico dell’intero processo europeista: per la prima volta molte delle popolazioni del nostro continente hanno ragionato liberamente e hanno detto no alla sinarchia finanziaria di Bruxelles e alla sua rovinosa quanto artificiale moneta.

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Il trionfo elettorale del Front National ha segnato la debacle del partito socialista di Hollande. Non condivido tutto quello che Marine Le Pen dice e vuole, ma certamente condivido pienamente la sua lotta contro l’UE e l’euro e contro il mondialismo in generale e l’immigrazionismo. Naturalmente i media e i politicanti presentano come un pericolo serio quanto avvenuto per l’Europa e la parola d’ordine è “populismo” fascista o nazista. L’immancabile Napolitano ha rispolverato il patrimonio delle lotte per la libertà (dimenticandosi – come sempre fa – con chi è stato politicamente schierato lui per decenni…). Ma nessuno prende in considerazione seria le motivazioni dello sconfitto, cioè le cause vere per cui Hollande è stato sconfitto.

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