La vittoria dell’estrema sinistra in Grecia non può essere in sé una buona notizia, ovviamente, ma, per la prima volta in assoluto nella storia, porta con sé una carica di non negatività. Seppur Tzipras e soci molto probabilmente sono anch’essi funzionali al sistema del processo dissolutorio rivoluzionario (altrimenti non sarebbero “sinistra”) e quindi alla politica stessa del mondialismo tecnocratico e affamatore di popoli, quello che conta in realtà è il fatto che una buona parte del popolo greco ha detto no alla UE, ai suoi ricatti, alla sua politica indegna e schiavista. Se a questo poi aggiungiamo il risultato di Alba Dorata, i cui elettori evidentemente non sono per nulla funzionali al tiranno di cui sopra, il risultato delle elezioni greche nel suo complesso, dal punto di vista della resistenza al tiranno burocratico e mondialista, è assolutamente straordinario
Tra i tratti distintivi della post-modernità vi è non solo il relativismo (che ha come logico e coerente epigono il nichilismo), ma anche la distruzione dell’uomo. E’ evidente che quando si parla di “distruzione dell’uomo” s’intende principalmente la distruzione di ciò che si manifesta come originalità umana: ovvero l’attività intellettiva (intelligenza) e quella volitiva (la libertà). Relativamente all’attività intellettiva, il pensiero postmoderno non è riuscito a negarne l’esistenza. Ciò che però ha fatto è la negazione di tale attività come elemento discriminante il piano della valutazione della dignità della vita.
Al di là delle questioni italiane, il voto del 25 maggio 2014 segna un momento storico dell’intero processo europeista: per la prima volta molte delle popolazioni del nostro continente hanno ragionato liberamente e hanno detto no alla sinarchia finanziaria di Bruxelles e alla sua rovinosa quanto artificiale moneta.
Il trionfo elettorale del Front National ha segnato la debacle del partito socialista di Hollande. Non condivido tutto quello che Marine Le Pen dice e vuole, ma certamente condivido pienamente la sua lotta contro l’UE e l’euro e contro il mondialismo in generale e l’immigrazionismo. Naturalmente i media e i politicanti presentano come un pericolo serio quanto avvenuto per l’Europa e la parola d’ordine è “populismo” fascista o nazista. L’immancabile Napolitano ha rispolverato il patrimonio delle lotte per la libertà (dimenticandosi – come sempre fa – con chi è stato politicamente schierato lui per decenni…). Ma nessuno prende in considerazione seria le motivazioni dello sconfitto, cioè le cause vere per cui Hollande è stato sconfitto.
La tecnocrazia non è solo un fatto recente con quale bisogna fare i conti, ma anche un fenomeno che ha antiche origini, storicamente ben anteriori a quella tecnologia da essa esaltata e usata con abilità e disinvoltura morale.