Il trionfo elettorale del Front National ha segnato la debacle del
partito socialista di Hollande.
Non condivido tutto quello che Marine Le Pen dice e
vuole, ma certamente condivido pienamente la sua lotta contro l’UE e l’euro e
contro il mondialismo in generale e l’immigrazionismo.
Naturalmente i media e i politicanti presentano come un
pericolo serio quanto avvenuto
per l’Europa e la parola d’ordine è “populismo” fascista
o nazista. L’immancabile Napolitano ha rispolverato il patrimonio delle lotte
per la libertà (dimenticandosi – come sempre fa – con chi è stato politicamente
schierato lui per decenni…). Ma nessuno prende in considerazione seria le
motivazioni dello sconfitto, cioè le cause vere per cui Hollande è stato
sconfitto.
Solo Vendola ha detto qualcosa fuori del coro
cercando di svolgere un ragionamento, ma come sempre gli accade non ha capito
un tubo: ha detto che Hollande ha perso perché dice cose di sinistra e poi fa
cose di destra.
Hollande a mia opinione ha perso per due ragioni precise:
1.
perché ha vinto Le Pen. E con questo intendo dire che ha vinto il
popolo antieuropeo e anticrisi, quel popolo, ormai molto numeroso in Francia,
che ha capito perfettamente il gioco della UE, i piani di chi la dirige, e
tutto quello che c’è dietro l’euro e a cosa ci porterà l’euro. E sta trovando
la forza di reagire.
2.
Perché ha perso Hollande. In tal senso, intendo dire che ha perso
la sua folle politica di dissoluzione morale e civile della società.
Hollande non è un comunista alla Peppone, vecchio stampo. È un
uomo della sinistra della dissoluzione, la sinistra sessantottina e giacobina
allo stesso tempo. Ed è proprio questa politica contro il diritto naturale
della vita, della famiglia, della retta sessualità, che è stata punita. I
francesi, con questo voto, non solo hanno punito l’UE e la sua assurda moneta
inventata a tavolino, non solo hanno fatto capire che rimpiangono il franco e
la sovranità nazionale, ma hanno anche chiaramente condannato la politica
anticristiana e antinaturale di questa sinistra totalitaria e moralmente
anarchica e dissolutoria.
In Italia hanno esultato i partiti antieuro, ma non
Grillo. Marine Le Pen ha detto una stupidaggine nel comizio della vittoria,
dichiarando che non capisce perché Grillo non voglia avere nulla a che fare con
lei. Il perché è evidente e lo ha detto a chiare lettere Grillo stesso: perché
il M5S non è di destra. Grillo dice che non è neanche di sinistra, ma questa è
una sciocchezza: sono tutti di sinistra, le loro proposte di stampo hollandiano
sulla famiglia omosessuale, sul matrimonio con gli animali e altre aberrazioni
del genere lo dimostrano chiaramente.
Ma la verità è che questa vittoria spaventa Grillo.
Il M5S non è affatto contro l’UE e contro il mondialismo sinarchico, ne è anzi
espressione. Le dichiarazioni (solo molto recenti infatti) antieuropee di
Grillo sono dovute a ragioni meramente elettorali (ha fiutato il vento) e
vengono fatte perché e finché non hanno speranza concreta di realizzazione. Se
invece accadesse che veramente i popoli europei lottassero insieme contro l’UE
e l’euro con reali possibilità di vittoria, questo sarebbe un bel problema per
il M5S, che non saprebbe più come affrontare una situazione del tutto
imprevista.
Ha esultato la Meloni, che solo questa estate,
probabilmente spinta da La Russa e soci, aveva detto che l’euro non si tocca.
Ora anche loro hanno fiutato il vento, e si adeguano: la Meloni con maggiore
facilità ovviamente, su La Russa… meglio tacere.
Infine vi è la Lega, che, a onor del vero, da tempo
è critica con l’UE e l’euro, ma sempre e solo a chiacchiere. Ora sembra, con
Salvini, vista anche la fine dell’alleanza con Berlusconi, che si faccia sul
serio. Speriamo. Ma la Lega rappresenta per “sostanza costitutiva” solo un
parte di una parte dell’Italia…
Vi sono infine le realtà politiche minori del mondo della destra
identitaria e tradizionale, da quelle di natura più politica a quelle di natura
più specificamente cattolica e controrivoluzionaria. Minori da un punto di
vista numerico ma certamente molto più serie e coerenti dal punto di vista
ideale. Queste realtà da sempre, specie quelle cattoliche e controrivoluzionarie,
si erano schierate contro Maastricht e l’euro, almeno molte di esse.
Qualcun'altra, nel corso del tempo, si è talmente e drasticamente
democristianizzata che oggi è inutile sperare da essa una qualsiasi politica
scomoda e sgradita in ambiente vaticano e nel centro-destra “moderato”
italiano.
Alla fine, ciò che conta però è l’unione delle
forze realmente antiUE e antieuro. Lasciamo perdere il M5S, i cui obbiettivi
sono perfettamente allineati a quelli del sinarchismo mondialista e pertanto il
di cui antieurismo è del tutto strumentale e momentaneo, come detto. Ma tutte
le altre forze, da quelle politiche presenti in Parlamento a quelle
dell’associazionismo cattolico tradizionale devono unirsi, in Italia e
all’estero, anche al seguito del Front National, in questa epocale battaglia
per la libertà politica, per la sovranità nazionale e per la salvezza dei
risparmi e delle capacità di impresa dei popoli europei, a partire da quello
italiano.
È un momento importante, questo: occorre
assolutamente mettere da parte antichi rancori o dissapori, sorvolare su
sfumature divisive (almeno quando non sono proprio ideologicamente,
politicamente e soprattutto teologicamente intollerabili), e unirsi in questa
vera e propria battaglia per la civiltà e la salvezza della libertà e della
proprietà privata, della libera intrapresa familiare come della sovranità
nazionale. Una guerra contro i giganti – politici, finanziari e totalitari –
del mondo odierno, una guerra che solo con un’unione generale degli italiani di
buon senso fra loro e quindi con tutti le popolazioni europee di buon senso e
libere potrà essere condotta fino alla vittoria.
L’UE è solo un mostro di carta, che si regge sulla inedia e sulla
paura degli europei. Basta solo una spallata elettorale che il mostro vacilla.
Una ulteriore spinta di piazza e gli europei possono tornare più liberi di
quanto immaginano.
Noi cattolici e uomini della tradizione italiani dobbiamo fare la
nostra parte. E il primo passo è iniziare un serio processo politico di unione
di lotta. I seguenti passi sono nelle mani di Dio, e potrebbero metterci su una
strada meravigliosa di progressiva restaurazione delle civiltà cristiana e
naturale.
È meno impossibile di quanto si pensi oggi, in questo mondo
infernale che sta crollando su stesso e che sarà ogni giorno sempre più odiato
dagli uomini liberi, sani, tradizionali.
Questa è una vittoria non solo della Francia, ma
dell’Europa tradizionale e libera. Sta a noi far sì che non rimanga un caso
isolato, ma sia l’inizio del cammino della liberazione degli europei dal
Leviatano brussellese e dal suo intollerabile totalitarismo politico e
finanziario.