Il Giudizio Cattolico

Ama la verità; mostrati qual sei, e senza infingimenti e senza paure e senza riguardi.
E se la vita ti costa la persecuzione, e tu accettala; e se il tormento, e tu sopportalo.
E se per la verità dovessi sacrificare te stesso e la tua vita, e tu sii forte nel sacrificio.
San Giuseppe Moscati


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Una speranza nella notte



Il trionfo elettorale del Front National ha segnato la debacle del partito socialista di Hollande.
Non condivido tutto quello che Marine Le Pen dice e vuole, ma certamente condivido pienamente la sua lotta contro l’UE e l’euro e contro il mondialismo in generale e l’immigrazionismo.
Naturalmente i media e i politicanti presentano come un pericolo serio quanto avvenuto per l’Europa e la parola d’ordine è “populismo” fascista o nazista. L’immancabile Napolitano ha rispolverato il patrimonio delle lotte per la libertà (dimenticandosi – come sempre fa – con chi è stato politicamente schierato lui per decenni…). Ma nessuno prende in considerazione seria le motivazioni dello sconfitto, cioè le cause vere per cui Hollande è stato sconfitto.
Solo Vendola ha detto qualcosa fuori del coro cercando di svolgere un ragionamento, ma come sempre gli accade non ha capito un tubo: ha detto che Hollande ha perso perché dice cose di sinistra e poi fa cose di destra.

Hollande a mia opinione ha perso per due ragioni precise:

1. perché ha vinto Le Pen. E con questo intendo dire che ha vinto il popolo antieuropeo e anticrisi, quel popolo, ormai molto numeroso in Francia, che ha capito perfettamente il gioco della UE, i piani di chi la dirige, e tutto quello che c’è dietro l’euro e a cosa ci porterà l’euro. E sta trovando la forza di reagire.

2. Perché ha perso Hollande. In tal senso, intendo dire che ha perso la sua folle politica di dissoluzione morale e civile della società.

Hollande non è un comunista alla Peppone, vecchio stampo. È un uomo della sinistra della dissoluzione, la sinistra sessantottina e giacobina allo stesso tempo. Ed è proprio questa politica contro il diritto naturale della vita, della famiglia, della retta sessualità, che è stata punita. I francesi, con questo voto, non solo hanno punito l’UE e la sua assurda moneta inventata a tavolino, non solo hanno fatto capire che rimpiangono il franco e la sovranità nazionale, ma hanno anche chiaramente condannato la politica anticristiana e antinaturale di questa sinistra totalitaria e moralmente anarchica e dissolutoria.
In Italia hanno esultato i partiti antieuro, ma non Grillo. Marine Le Pen ha detto una stupidaggine nel comizio della vittoria, dichiarando che non capisce perché Grillo non voglia avere nulla a che fare con lei. Il perché è evidente e lo ha detto a chiare lettere Grillo stesso: perché il M5S non è di destra. Grillo dice che non è neanche di sinistra, ma questa è una sciocchezza: sono tutti di sinistra, le loro proposte di stampo hollandiano sulla famiglia omosessuale, sul matrimonio con gli animali e altre aberrazioni del genere lo dimostrano chiaramente.
Ma la verità è che questa vittoria spaventa Grillo. Il M5S non è affatto contro l’UE e contro il mondialismo sinarchico, ne è anzi espressione. Le dichiarazioni (solo molto recenti infatti) antieuropee di Grillo sono dovute a ragioni meramente elettorali (ha fiutato il vento) e vengono fatte perché e finché non hanno speranza concreta di realizzazione. Se invece accadesse che veramente i popoli europei lottassero insieme contro l’UE e l’euro con reali possibilità di vittoria, questo sarebbe un bel problema per il M5S, che non saprebbe più come affrontare una situazione del tutto imprevista.

Ha esultato la Meloni, che solo questa estate, probabilmente spinta da La Russa e soci, aveva detto che l’euro non si tocca. Ora anche loro hanno fiutato il vento, e si adeguano: la Meloni con maggiore facilità ovviamente, su La Russa… meglio tacere.

Infine vi è la Lega, che, a onor del vero, da tempo è critica con l’UE e l’euro, ma sempre e solo a chiacchiere. Ora sembra, con Salvini, vista anche la fine dell’alleanza con Berlusconi, che si faccia sul serio. Speriamo. Ma la Lega rappresenta per “sostanza costitutiva” solo un parte di una parte dell’Italia…

Vi sono infine le realtà politiche minori del mondo della destra identitaria e tradizionale, da quelle di natura più politica a quelle di natura più specificamente cattolica e controrivoluzionaria. Minori da un punto di vista numerico ma certamente molto più serie e coerenti dal punto di vista ideale. Queste realtà da sempre, specie quelle cattoliche e controrivoluzionarie, si erano schierate contro Maastricht e l’euro, almeno molte di esse. Qualcun'altra, nel corso del tempo, si è talmente e drasticamente democristianizzata che oggi è inutile sperare da essa una qualsiasi politica scomoda e sgradita in ambiente vaticano e nel centro-destra “moderato” italiano.
Alla fine, ciò che conta però è l’unione delle forze realmente antiUE e antieuro. Lasciamo perdere il M5S, i cui obbiettivi sono perfettamente allineati a quelli del sinarchismo mondialista e pertanto il di cui antieurismo è del tutto strumentale e momentaneo, come detto. Ma tutte le altre forze, da quelle politiche presenti in Parlamento a quelle dell’associazionismo cattolico tradizionale devono unirsi, in Italia e all’estero, anche al seguito del Front National, in questa epocale battaglia per la libertà politica, per la sovranità nazionale e per la salvezza dei risparmi e delle capacità di impresa dei popoli europei, a partire da quello italiano.
È un momento importante, questo: occorre assolutamente mettere da parte antichi rancori o dissapori, sorvolare su sfumature divisive (almeno quando non sono proprio ideologicamente, politicamente e soprattutto teologicamente intollerabili), e unirsi in questa vera e propria battaglia per la civiltà e la salvezza della libertà e della proprietà privata, della libera intrapresa familiare come della sovranità nazionale. Una guerra contro i giganti – politici, finanziari e totalitari – del mondo odierno, una guerra che solo con un’unione generale degli italiani di buon senso fra loro e quindi con tutti le popolazioni europee di buon senso e libere potrà essere condotta fino alla vittoria.

L’UE è solo un mostro di carta, che si regge sulla inedia e sulla paura degli europei. Basta solo una spallata elettorale che il mostro vacilla. Una ulteriore spinta di piazza e gli europei possono tornare più liberi di quanto immaginano.

Noi cattolici e uomini della tradizione italiani dobbiamo fare la nostra parte. E il primo passo è iniziare un serio processo politico di unione di lotta. I seguenti passi sono nelle mani di Dio, e potrebbero metterci su una strada meravigliosa di progressiva restaurazione delle civiltà cristiana e naturale.

È meno impossibile di quanto si pensi oggi, in questo mondo infernale che sta crollando su stesso e che sarà ogni giorno sempre più odiato dagli uomini liberi, sani, tradizionali.
Questa è una vittoria non solo della Francia, ma dell’Europa tradizionale e libera. Sta a noi far sì che non rimanga un caso isolato, ma sia l’inizio del cammino della liberazione degli europei dal Leviatano brussellese e dal suo intollerabile totalitarismo politico e finanziario.


Massimo Viglione 25 marzo 2014






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