A scuola si presenta positivamente la
nascita dello Stato moderno.
Ma davvero questa nascita produsse solo
cose buone?
La conoscenza del pensiero di Marsilio
da Padova può aiutarci a capire.
Marsilio
da Padova nacque proprio a Padova nel 1275 e morì a Monaco di Baviera nel 1343.
Oltre che filosofo, fu scrittore politico e anche professore e rettore alla
Sorbona di Parigi.
La sua opera più famosa è il
Defensor pacis
che redasse avvalendosi della collaborazione di un
suo collega di università, Giovanni di Jandun. Dedicò quest’opera all’Imperatore
Ludovico il Bavaro che proprio in quegli anni contrastava Papa Giovanni XXII. E
a Ludovico si unì dopo che l’opera fu colpita dalla condanna ufficiale nel
1347.
Verso lo Stato moderno
A ragione è stato detto che il
Defensor pacis
costituisce uno dei primi “mattoni” dell’edificio
del costituzionalismo moderno. Infatti con esso Marsilio cercò di demolire
quella che lui riteneva un’ingiusta pretesa e cioè la dottrina per cui il
potere del Papa è giudice di quello politico.
In quest’opera si affermano soprattutto tre cose:
1.
1) La
separazione del potere politico da quello religioso
.
Attenzione, “separazione” non “distinzione”. Lo Stato da realtà
autonoma
deve diventare realtà
ontonoma
, cioè deve trovare ragione in
se stesso.
2.
2) Il governo
della legge
.
Marsilio, volendo
ispirarsi ad Aristotele, afferma la perfetta identificazione tra azione dello
Stato e fine a cui esso deve tendere. Pertanto anche i sacerdoti, così come
tutta la comunità dei fedeli, devono essere subordinati allo Stato perché tutto
ciò che esiste deve tendere solo al fine dello Stato stesso.
3.
3) Il
consenso del popolo
.
La fonte della
legittimità delle leggi è nel popolo e solo il popolo può legiferare. Il potere
deriva interamente dal popolo o dalla sua parte migliore. Il popolo deve poi
affidare il compito di governare all’Imperatore, che detiene tutti i poteri per
assicurare la pace all’intera società. A lui devono sottostare tutti, anche i
sacerdoti e perfino il Papa.
Insomma si capovolge la prospettiva della
Unam sanctam
di Bonifacio VIII: non è
più il potere temporale a dover essere giudicato da quello spirituale, non è
più l’Impero a far parte della Chiesa; ma il contrario, il ruolo di capo e di
guida deve spettare solo all’Imperatore. La Chiesa e il Papa ridotti a semplici
strumenti al servizio dello Stato.
La a-moralità dello Stato
Che
dire? Che proprio con Marsilio da Padova nasce il costituzionalismo moderno che
porta con sé grandi questioni. Solitamente a scuola, ai nostri figli, la
nascita dello Stato moderno viene presentata come qualcosa di opportuno e di
necessario. Ma non si dice loro quello che si dovrebbe dire e cioè che la
nascita dello Stato moderno vuol dire che lo Stato non deve più sottostare a un
giudizio morale e che è causa di se stesso. Marsilio dice per lo Stato ciò che
il nominalista Guglielmo di Ockham (suo amico, a cui si unì nel comune intento
di combattere il Papa) dice a proposito di Dio. Ockham parla del principio
dell’onnipotenza divina: in Dio la facoltà maggiormente perfetta è la volontà;
Dio non ha limiti e quindi potrebbe mutare continuamente le sue decisioni e
avrebbe potuto creare anche le cose diversamente. E Marsilio dice: come Dio,
anche lo Stato è svincolato da una norma (in questo caso da una norma al di
sopra di esso).
Insomma, con Marsilio, anche se in maniera ancora non
esplicita, siamo allo Stato assoluto, cioè sciolto da qualsiasi vincolo. Lo
Stato che può e deve giudicare senza però saper sopportare giudizi al di sopra
di sé.
Lo Stato cristiano era sottoposto a Dio
e alla sua legge
Invece la convinzione tipicamente medievale della
Respublica christiana
, per cui il
sovrano doveva essere giudicato dall’autorità papale, serviva proprio a
scongiurare l’assolutizzazione dello Stato. Quando si irridono gli antichi
cerimoniali d’incoronazione dei sovrani per grazia divina è perché non se ne
coglie il vero significato. Essi costituivano l’esempio evidente della
persuasività del potere politico. Il potere diviene persuasivo se è anche
testimonianza di obbedienza. Chi non testimonia l’obbedienza non può
pretenderla. Così il sovrano doveva testimoniare la propria sudditanza a
Qualcuno a lui superiore per ottenere l’obbedienza dei sudditi. Doveva
testimoniare l’obbedienza per pretendere l’obbedienza.
Verso lo Stato etico e totalitario
Marsilio, dunque, ci
aiuta a riflettere sui primi passi dello Stato assoluto. La modernità ha
prodotto tante tragedie – come i regimi totalitari – anche per la sua
convinzione secondo cui la persona è per lo Stato e non viceversa.
Ma non solo. La
storia ha dimostrato più volte che dove si è messo in pratica un vero e proprio
regime di
separazione
, si è poi arrivati ad una prevaricazione nei
confronti della Chiesa. L’esempio del Risorgimento italiano è uno fra tanti.
Anche Marsilio parte dalla separazione per poi arrivare alla Chiesa dipendente
dall’Impero e suo strumento.
Ecco perché Papa
Clemente VI, quando morì Marsilio nel 1343, lo definì uno dei peggiori eretici.
Bibliografia:
Corrado Gnerre,
Studiare
il pensiero politico per rafforzare la Fede,
Studi apologetici Joseph
oboedientissimus, Benevento 2009.