Lourdes
ricorda le apparizioni mariane più famose della storia. Esse avvennero nel 1858
ed ebbero come protagonista una ragazza di quattordici anni di nome Bernadette
Soubirous. La Vergine le apparve per ben diciotto volte in una grotta, lungo il
fiume Gave. Le parlò nel dialetto locale,
le
indicò il punto in cui scavare con le mani per trovare quella che si rivelerà
una sorgente d’acqua, al contatto con la quale sarebbero scaturiti molti miracoli.
Un momento importante fu quando, in un’apparizione
avvenuta il 25 marzo, festa dell’Annunciazione, alla ripetuta richiesta di
Bernadette, la Vergine disse di essere l’Immacolata Concezione, venendo così a
confermare il dogma del concepimento immacolato di Maria promulgato da papa Pio
IX l’8 dicembre 1854 (quattro anni prima).
Ma chi era Bernadette Soubirous? Una
ragazza gentile, delicata, cagionevole di salute, cresciuta in una famiglia
poverissima, la quale, al tempo delle apparizioni, abitava in un luogo molto
umido e malsano. Talmente malsano che, essendo stato già una prigione, si era
pensato di abbandonarlo perché troppo inospitale perfino per i detenuti.
Ciò che avvenne a Lourdes lo conosciamo
dalle dettagliate deposizioni che Bernadette dovette fare dinanzi alla
Commissione Diocesana incaricata di esaminare i fatti.
Tutto ebbe inizio giovedì 11 febbraio 1858,
quando Bernadette si recò a raccogliere legna secca nel greto del fiume Gave,
insieme ad una sorella e ad una loro amica. Il gruppetto, costeggiando la riva
del fiume, giunse dinanzi ad una grotta, ma li separava da essa un piccolo
canale. Le compagne di Bernadette lo attraversarono senza esitazione; ella
invece non poté mettere i piedi nell’acqua gelata a causa della sua
gracilissima salute. Ad un tratto la sua attenzione fu richiamata da un rumore
simile a un colpo di vento. Istintivamente si giro versò gli alberi pensando
che il rumore fosse venuto da quella parte e invece notò che gli alberi erano
completamente immobili. Seguì un secondo rumore, capì che proveniva dal
cespuglio che si trovava nella grotta. Fu allora che la ragazza vide una figura
bianchissima che aveva l’aspetto di una signora. Questa le fece cenno di
avvicinarsi, ma la fanciulla non ebbe il coraggio di farlo. Sorpresa e turbata,
non sapeva cosa fare. Bernadette si stropicciò ripetutamente gli occhi pensando
che si trattasse di un’allucinazione, ma la Signora era sempre lì, dinanzi alla
sua vista. Un’ispirazione le fece tirare dal tascone la sua corona di Rosario e
iniziò a recitarlo…e la Signora si unì alla preghiera. Al termine del Rosario
l’apparizione scomparve.
Le compagne non avevano visto nulla, né
tantomeno sospettarono di qualcosa. Bernadette chiese loro se avessero visto; ovviamente
la risposta fu negativa. Sulla strada del ritorno, Bernadette accennò qualcosa
alla sorella. Lo stesso fece alla sera con la madre, la quale, però, cercò di
convincere la fanciulla ch’era stata solo vittima di un’allucinazione e le ordinò
di non tornare più alla grotta. Intanto la sorella non tenne il segreto e
riferì alle sue compagne: in breve tempo molte persone vennero a conoscenza di
quello che Bernadette aveva visto. Infatti, domenica 14 febbraio, diverse ragazze
della sua stessa età chiesero a Bernadette di tornare alla grotta insieme a lei.
Ella si rifiutò per non disobbedire alla mamma; ma le ragazze parlarono con la
donna e ne ottennero il permesso. Intanto in Bernadette cresceva la paura: e se
si trattava di spiriti malefici? Corse subito in chiesa per procurarsi dell’acqua
benedetta. Giunse poi alla grotta e avvenne una nuova apparizione. Per tre
volte asperse la grotta con l’acqua benedetta: la Signora non si mosse e
sorrise. La ragazza allora estrasse la corona e iniziò a recitare il Rosario.
Il 18 febbraio l’apparizione chiese a
Bernadette di tornare alla grotta per quindici giorni consecutivi, le
raccomandò di andare a dire ai sacerdoti di costruire una chiesa sul luogo delle
apparizioni. La ragazza fu fedele all’appuntamento.
Il 24 e 25 febbraio la Signora invitò
Bernadette a mangiare dell’erba, a fare dei gesti di penitenza e le ordinò di
scavare con le mani sul lato sinistro della grotta. La fanciulla trovò
dell’acqua, la Signora le disse di bere ed ella obbedì: portò l’acqua torbida
alla bocca, si lavò e poi la bevve.
Il 25 marzo la Signora disse finalmente
il suo nome. L’apparizione restò immobile, mostrandosi nell’atteggiamento della
Vergine raffigurata nella famosa
medaglia
miracolosa
rivelata a santa Caterina Labourè. La Signora sollevò le mani,
le congiunse all’altezza del petto, levò gli occhi al cielo e disse: «
Io sono l’Immacolata Concezione
».
La Madonna promise a Bernadette la
felicità, ma non in questo mondo. A Nevers la veggente visse da religiosa il
messaggio di penitenza e di preghiera che aveva ricevuto alla grotta. Morì
santamente il 16 aprile 1878, all’età di trentatré anni; età significativa
visto le enormi sofferenze che contrassegnarono la sua vita. Fu beatificata nel
1925 e canonizzata nel 1933.
Le apparizioni di Lourdes vennero
ufficialmente riconosciute dal vescovo di Tarbes il 18 febbraio del 1862. Ben
presto fu eretta una grande chiesa così come la Vergine aveva richiesto.
Lourdes divenne subito il più celebre
dei luoghi mariani. Un ufficio speciale (le
Bureau
médical
) fu incaricato di vagliare scientificamente le guarigioni che iniziarono
a verificarsi immediatamente. Di miracoli finora ne sono stati riconosciuti una
settantina, ma di fatto sono molti di più. Ancora più numerose sono le
conversioni.
La risposta a qualsiasi utopia
Pio IX nella Bolla
Ineffabilis Deus
con cui promulgò il
dogma dell’Immacolata Concezione dice chiaramente che la Vergine con i suoi
privilegi è l’antidoto a tutti gli errori e a tutte le eresie. Così scrive: «
La nostra bocca è piena di gioia e le Nostre
labbra di esultanza, e rendiamo e renderemo sempre i più umili e i più vivi
ringraziamenti a nostro Signore Gesù Cristo, per averci concesso la grazia
singolare di potere, sebbene immeritevoli, offrire e decretare questo onore,
questa gloria e questa lode alla sua santissima Madre. E poi riaffermiamo la
Nostra più fiduciosa speranza nella beatissima Vergine, che, tutta bella e
immacolata, ha schiacciato il capo velenoso del crudelissimo serpente, e ha
portato la salvezza al mondo; in colei che è gloria dei profeti e degli apostoli,
onore dei martiri, letizia e corona di tutti i santi; sicurissimo rifugio e
fedelissimo aiuto di tutti coloro che sono in pericolo; potentissima mediatrice
e riconciliatrice di tutto il mondo presso il suo Figlio unigenito;
fulgidissima bellezza e ornamento della Chiesa e della sua saldissima difesa.
Riaffermiamo la Nostra speranza in colei che ha sempre distrutto tutte le
eresie, ha salvato i popoli fedeli da gravissimi mali di ogni genere, e ha
liberato Noi stessi da tanti pericoli, che ci sovrastano. Noi confidiamo che
ella voglia, con la sua validissima protezione, fare sì che la nostra santa
madre, la Chiesa cattolica, superate tutte le difficoltà e sconfitti tutti gli
errori, prosperi e fiorisca ogni giorno più presso tutti i popoli e in tutti i
luoghi, dal mare al mare, e dal fiume sino ai confini della terra, e abbia
pace, tranquillità e libertà completa (…)
».
Dunque, la Vergine è colei che distrugge tutte le eresie, perché
è colei che ci ha donato il Salvatore permettendo la Redenzione della più
grande catastrofe di tutti i tempi: il
peccato
originale
.
Ritorniamo a Lourdes. La Provvidenza non sceglie a caso i luoghi
delle apparizioni. In quei tempi la Francia era la patria del
positivismo
filosofico. Tale corrente
affermava che solo la conoscenza sensibile potesse permettere la conoscenza
della verità, se mai la verità potesse essere davvero conosciuta. Dunque un
materialismo
ed un
sensismo
radicali, che ebbero ripercussioni anche sulla concezione
dell'uomo e della sua libertà. Il positivismo, infatti, portò a ritenere che
l'uomo fosse totalmente determinato dalla società: una società buona renderebbe
l'uomo buono, una società cattiva renderebbe l'uomo cattivo. Invece a Lourdes
la Vergine, confermando il dogma dell'Immacolata Concezione, venne a ricordare
al mondo la verità del peccato originale, ovvero la verità della libertà e
della responsabilità umane. Quale società può essere migliore del paradiso
terrestre? Eppure l'uomo, anche nel paradiso terrestre, è stato capace di
peccare. Questo perché l’uomo è libero. Certamente la società può influenzarlo ma
non determinarlo. Dunque, prima di agire
sulle società, bisogna agire sul cuore dell’uomo, per una continua conversione
dell'uomo stesso.
Pio IX, spiegando ai cardinali il valore dell’Immacolata
Concezione il giorno dopo la promulgazione del dogma, così disse: «
La grandezza di questo privilegio varrà
moltissimo anche a confutare coloro, i quali negano che la natura umana si sia
corrotta per la prima colpa ed amplificano le forze della ragione al fine di
negare o di sminuire il beneficio della rivelazione. Faccia, infine, la Vergine
Beatissima, la quale sconfisse e distrusse tutte le eresie, che si svella dalle
radici e si distrugga anche codesto perniciosissimo errore del razionalismo, il
quale, in questi tempi infelicissimi, tanto affligge e tormenta non solo la civile
società, ma anche la Chiesa
» (
Singulari quadam
, Allocuzione al
Concistoro del 9 dicembre 1854).
Il celebre pensatore spagnolo Donoso Cortes afferma che dalla
negazione del peccato originale nascono tutti gli errori, perché dalla
negazione del peccato originale nascono tutte le utopie. Così scrive in una sua
lettera: «
La negazione del peccato
originale è uno dei dogmi fondamentali della Rivoluzione. Supporre che l'uomo
non sia caduto nel peccato originale significa negare, e si nega, il mistero
della Redenzione e della Incarnazione, il dogma della personalità esteriore del
Verbo e il Verbo stesso. Supporre l'integrità naturale della volontà umana, da
una parte, e non riconoscere, dall'altra,
l'esistenza di altro male e di altro peccato che il male ed il peccato
filosofico, significa negare, e si nega, l'azione santificante di Dio sull'uomo
e con essa il dogma della personalità dello Spirito Santo. Da tutte queste
negazioni deriva la negazione del dogma sovrano della Santissima Trinità,
pietra angolare della nostra fede e fondamento di tutti i dogmi cattolici
».
La negazione del peccato originale vuol dire la possibilità che
l’uomo sia per natura buono e che ciò che lo contamini siano solo le strutture
sociali, per cui sarebbe possibile, qualora si creasse una sorta di “società
perfetta”, il trionfo totale del bene e della completa bontà dell’uomo stesso.
Insomma: l’essenza di ogni utopia, ma anche la convinzione, tipicamente moderna,
secondo cui l’uomo possa, con il suo agire (in questo caso con il suo agire
politico e sociale), essere “salvatore” di se stesso.
La Vergine a Lourdes indica invece due prospettive: 1) Quella
del Cielo come unico fine dell’uomo. 2) Quella dell’eliminazione del peccato
come principale scopo dell’agire umano.
Quella del Cielo come unico fine dell’uomo. A Bernadette
l’Immacolata disse: «
Non ti prometto la
felicità quaggiù, ma in Paradiso
»
.
Il
che significava ricordare all’uomo che la legittima speranza di migliorare la
vita terrena non poteva essere sostituita con la pretesa di eliminare
totalmente il male da questa stessa vita. Sappiamo che il positivismo
filosofico alimentò l’utopia di un possibile mondo senza malattia e senza
morte, utopia che poi naufragò tragicamente soprattutto a causa della catastrofe
della Grande Guerra.
Quella dell’eliminazione del peccato come principale compito
dell’agire umano. L’uomo può diventare buono principalmente con la conversione;
le strutture sociali e il progresso medico scientifico hanno senz’altro un
valore importante ma certamente relativo: ciò che conta è la santità. Ed ecco
perché Lourdes è diventata anche la vera oasi della sofferenza fisica, che,
nella tenerezza della Vergine Immacolata, può trovare straordinariamente la
guarigione (i miracoli), ma ordinariamente trova di certo la forza per andare
avanti e la luce per capire la relatività della vita terrena in comparazione
alla pienezza della vita del Paradiso.