La Chiesa Cattolica oggi celebra la
memoria del beato Pio IX, al secolo Giovanni Mastai Ferretti, ultimo Papa-Re.
Questa è la frase canonica di
presentazione del santo odierno.
In realtà, questa asserzione non è corretta.
Nella sua fredda schematicità, ciò che la rende errata è l’aggettivo “ultimo”.
Ultimo naturalmente non è riferito a “Papa”, ma a “Re”. Ma il papa, qualsiasi
papa, è o non è re non perché possiede o non possiede lo Stato Pontificio, non
perché lo hanno fatto re gli uomini o per circostanze storiche che come si sono
formate così nel tempo sono poi passate. Il papa è re perché vicario in terra
di colui Che è “Re dei re”, Re dell’universo e Signore del creato, signore in
quanto fattore, reggitore, governatore, e un giorno giudice; di Colui che ebbe
a dire, nel pretorio dinanzi al Governatore di Roma, di Se stesso: «
tu lo
dici: io sono re
» (
Gv.
, 18,37). La tiara (o triregno), simbolo per
secoli della regalità pontificia, non era legata al possesso dello Stato
Pontificio, tanto è vero che è stata abolita da Paolo VI e non nel 1870.
Inoltre, lo Stato Pontificio esiste
ancora, anche se ha cambiato nome ed è ridotto a 0,44 kmq: esiste perché ha un
sovrano appunto, una bandiera, un territorio, un governo con i suoi organi, le
ambasciate in Stati stranieri, è riconosciuto da quasi tutti gli altri Stati
del mondo (ultimamente abbiamo scoperto che ha anche le prigioni…); purtroppo
manca solo di una propria moneta e purtroppo invece possiede una banca.
Insomma, il Papa-Re esiste ancora.
Piaccia o non piaccia. Ed esisterà sempre, fino alla fine del mondo, perché
fino alla fine dei tempi esisterà la Chiesa Cattolica, fondata da Cristo-Dio
sulla roccia denominata Pietro.
Papa Pio IX quindi non fu l’ultimo
Papa-Re. Fu il pontefice a cui fu strappato lo Stato Pontificio nella sua quasi
totale estensione da forze nemiche della Chiesa e della civiltà cristiana.
Queste forze nemiche però, quelle di ieri (uomini del risorgimento italiano e
della massoneria internazionale) e quelle sterminate di oggi, possono fare di
tutto contro la Chiesa, forse anche un giorno toglierle quel 0,44 kmq che
ancora possiede, possono forse massacrare i suoi uomini, o chissà cos’altro, ma
non possono fare nulla contro la Chiesa come istituzione divina e umana, contro
il Corpo Mistico di Cristo, contro il suo pontefice e re (perché… morto un
papa, se ne fa un altro…), così come poterono calunniare, torturare e uccidere
Cristo stesso, ma rimasero beffati dall’essere stati i primi strumenti del suo
trionfo eterno sul male.
Tutto questo era perfettamente chiaro a
Pio IX. Egli, che visse il più lungo pontificato della storia (1846-1878, 32
anni, secondo solo a san Pietro, qualora sia veramente morto nel 67), ma anche
uno dei più drammatici di tutti i tempi, fu degnissimo vicario del suo Signore
nel portare la croce ogni giorno per 30 anni: la croce di chi lo ingannò nel
1846-48, di chi ne usurpò il potere e poi tentò di assassinarlo costringendolo
a lasciare Roma (1848-1851), di chi operò costantemente contro la Chiesa per
tutto il resto del suo pontificato, di chi invase i suoi Stati, di chi
perseguitò il clero italiano (Cavour e la “Nuova Italia”), di chi ripetutamente
attentò alla Chiesa stessa (Garibaldi e il nuovo governo italiano), di chi lo
accusò di essere un barbaro schiavista, di chi lo definì in parlamento “metro
cubo di letame” e si propose apertamente di andarlo ad uccidere (Garibaldi), di
chi assalì Roma il 20 settembre 1870, rendendolo prigioniero a casa sua, di chi
non gli diede tregua fino all’ultimo dei suoi giorni, perseguitando la Chiesa,
il clero, la fede del popolo.
Pio IX fu “alter Christus” come pochi
papi nella storia lo sono stati. Egli rispose, dopo i primi due anni di
tentennamenti e confusione, con una fermezza di carattere e una radicalità di
fede quasi irraggiungibili, all’immenso attacco della modernità contro la
Chiesa. Disse no al Risorgimento laicista e anticattolico, non perché lui fosse
contro l’Italia (anzi, lui, primo degli italiani, era sostenitore del progetto di
confederazione cattolica degli Stati preunitari, dimostrando così una
preveggenza politica ancora oggi insuperata), ma perché quel Risorgimento, così
concepito e voluto, era contro la Chiesa e la fede, e quindi contro gli
italiani; disse no al positivismo e al liberalismo scettico, proclamando l’8
dicembre 1854 con immenso coraggio il più meraviglioso dogma del secondo
millennio, l’Immacolata Concezione di Maria (e, caso unico nella storia della
Chiesa finora, la sua eroica scelta fu benedetta direttamente da Cielo, quando,
il 25 marzo 1858, nella grotta di Massabielle, la Vergina Ss.ma in persona si
presentò a santa Bernadetta con le parole: “Io sono l’Immacolata Concezione”);
disse no alla guerra alla Chiesa scomunicando tutti gli artefici e protagonisti
dell’unitarismo italiano, mostrando un coraggio senza pari nell’andare
“controcorrente” e nel seguire insuperato l’insegnamento del Signore: “siate
nel mondo ma non del mondo” (magari qualcuno oggi nella Chiesa avesse un decimo
di tale coraggio…); condannò il liberalismo, il socialismo e lo statalismo
totalitario con una enciclica (
Quanta Cura
) seguita da una condanna (il
Sillabo
)
– che impegna l’infallibilità pontificia – di 80 proposizioni errate della
modernità, ponendo la Chiesa per sempre al riparo dal compromesso con la
Rivoluzione gnostica ed egualitaria, ricordando che dobbiamo sempre essere
dalla parte del calcagno che schiaccia il serpente, sempre, anche quando sembra
che il serpente stia per vincere; disse no all’anarchia e alla
democratizzazione sovversiva della Chiesa, convocando, a tre secoli dal grande
Concilio di Trento, il Concilio Vaticano I ove proclamò, nonostante i forti
dissensi interni, le norme dell’infallibiltà pontificia e quindi ponendo su una
roccia indissolubile il
Primatus Petri
, su si si fonda la Chiesa
Cattolica.
Infine, fu impareggiabile sostenitore
delle missioni, delle riforme legittime, della propagazione della fede nel
mondo (per lui il rapporto con le altre religioni si fondava sulla pacifica ma
costante lotta per la conversione alla vera fede dei popoli, non sulle
chiacchiere fritte del dialogo eretizzante), della diffusione di una rinnovata
spiritualità fra le classi sociali umili (amico intimo di san Giovanni Bosco),
patrocinatore fino ad allora insuperato di cause di santi, polo di riferimento
dell’intero ecumene cattolico, restauratore della Chiesa in Inghilterra. E
tanto altro si potrebbe dire.
Fu perseguitato in vita, ogni giorno. Fu
perseguitato dopo la morte: quando nel 1881 si volle eseguire la sua volontà di
essere tumulato non in San Pietro ma in San Lorenzo fuori le Mura, durante il
trasporto della venerata salma, gruppi di massoni assalirono il carro e
tentarono di gettarlo nel Tevere. Nei decenni successivi, la sua causa di
beatificazione fu ostacolata dentro la Chiesa dal clero progressista e fuori la
Chiesa da forze massoniche e dal mondo ebraico; nel 2000, quando Giovanni Paolo
II ne proclamò la beatificazione, vi fu una spaventosa campagna mediatica di
attacco internazionale contro la sua decisione, dai radicali italiani fino al
Jerusalem
Post
, che arrivò alla calunnia infame di definirlo pedofilo… E ancora oggi
il processo di canonizzazione non va avanti, in nome del dialogo con il mondo
moderno.
Ma Pio IX è santo. È santo per la sua
purezza personale, da cui la devozione all’Immacolata; per l’impareggiabile
forza dimostrata nell’abnegazione a portare la Croce di Cristo ogni giorno per
30 anni; per il coraggio di schierarsi con Cristo ogni giorno della sua
vita e del suo lunghissimo pontificato contro i trionfanti eserciti della
modernità anticristiana; per l’esercizio eroico della Fede, che seppe difendere
in maniera immune dal pur minimo errore; della speranza, che non abbandonò mai
fino alla morte; della carità, per cui spese tutta la sua esistenza.
Ricordiamolo – fra le mille maniere
possibili – con queste sue parole, segno inequivocabile di un cuore ricolmo
appunto di Fede, di Speranza, di Carità, monito per tutti noi oggi nella lotta
contro i discendenti ideali di coloro che egli ebbe come suoi nemici giurati: «
Quanti
tiranni tentarono di opprimere la Chiesa! Quante caldaie, quante fornaci e
denti di fiere, e aguzze spade! Tuttavia non ottennero nulla. Dove sono quei
nemici? Sono finiti nel silenzio e nell’oblio. E dov’è la Chiesa? Ella splende
più del sole
».