La vittoria dell’estrema sinistra in Grecia non può essere
in sé una buona notizia, ovviamente, ma, per la prima volta in assoluto nella
storia, porta con sé una carica di non negatività. Seppur Tzipras e soci molto
probabilmente sono anch’essi funzionali al sistema del processo dissolutorio
rivoluzionario (altrimenti non sarebbero “sinistra”) e quindi alla politica
stessa del mondialismo tecnocratico e affamatore di popoli, quello che conta in
realtà è il fatto che una buona parte del popolo greco ha detto no alla UE, ai
suoi ricatti, alla sua politica indegna e schiavista. Se a questo poi
aggiungiamo il risultato di Alba Dorata, i cui elettori evidentemente non sono
per nulla funzionali al tiranno di cui sopra, il risultato delle elezioni greche
nel suo complesso, dal punto di vista della resistenza al tiranno burocratico e
mondialista, è assolutamente straordinario.
Per la prima volta nella storia, un popolo, un popolo
europeo, dell’Occidente, giunto alla miseria più nera, si eleva in massa per dire no all’Unione
Europea e alla politica distruttiva e pauperistica delle banche e della
sinarchia mondialista.
Chi scrive deve ammettere che per la prima volta in vita
sua, in assoluto, non è del tutto scontento di una vittoria di una forza
rivoluzionaria anticristiana… Sebbene sia pienamente consapevole ovviamente di
chi siano Tzipras e soci e quale sia il ruolo che devono giocare nel quadro
della dissoluzione generale dell’Europa.
Ma non è del tutto scontento proprio nella misura in cui
questo esito elettorale costituisce in sé un chiaro avvertimento popolare
contro il Leviatano tiranno che tutti ci opprime.
Chi in Italia festeggia tale evento (Vendola e soci, “intellettuali”
ridicoli e impresentabili del tipo Ovadia, Maltese, Spinelli e quanto di peggio
possa esistere) non appartiene in realtà a questo “comunismo” vecchio stampo,
ma appartiene di fatto a quella sinistra radical-chic ricca, salottiera e
avulsa totalmente dai bisogni delle gente comune: la riprova lampante di quanto
affermato sta proprio nel fatto che tutti costoro sostengono alla Presidenza
della Repubblica… indovinate chi? Romano Prodi! Un vero esempio di nuova
politica, di politica pulita e soprattutto di interesse sincero per le
popolazioni che soffrono e di uomo mai coinvolto con i poteri forti…
La tragedia è che il Prodi, condanna nazionale degli
italiani, è sostenuto anche dai grillini (lo hanno già fatto due anni or sono),
il che la dice lunga sui loro cialtroneschi intenti di rinnovamento e giustizia
sociale. Il tutto mentre il leader della sinistra di partito, peraltro
Presidente del Consiglio della Repubblica Italiana, si strafogava con pranzi di
lusso, con abbracci e risate da teatro di periferia con la Cancelliera della
Germania.
Altro che Tzipras per la sinistra italiana nel suo complesso…
Oppure loro sanno che Tzipras è tutto uno scherzo della Rivoluzione? Staremo a
vedere.
L’unica speranza in Italia è che rinasca una vera destra
cattolica e tradizionale, non succube in alcun modo, neanche psicologico, della
sinistra (né di quella ambigua alla Tzipras né di quella apertamente complice
della finanza che tutti conosciamo e che sopra abbiamo elencato), realmente e
totalmente nemica del Leviatano e vera avvocata delle popolazioni europee sotto
tiranno (l’ultima di Bruxelles è che le vongole italiane non vanno bene…),
proponitrice di una svolta epocale in economia nella politica monetaria, certo,
ma anzitutto nell’ambito morale, politico e culturale, e ciò può avvenire solo
fondandosi su una vera controrivoluzione spirituale e ideale: forse l’opera più
coraggiosa che mai sia stata intrapresa.
Questa opera non verrà mai iniziata dai politici di
professione: siamo noi che dobbiamo iniziarla. E qualcosa inizia a muoversi in
tal senso, ma siamo ancora troppo, troppo timidi.
Al di là di ogni altra considerazione, quanto avvenuto in
Grecia dà fastidio al Leviatano: che ci serva di lezione e possa donarci
coraggio e spirito di carità e unità. Ogni Golia ha sempre trovato un Davide
davanti a sé, specie se Golia era dalla parte degli inferi e Davide confidava
in Dio.