Il Giudizio Cattolico

Ama la verità; mostrati qual sei, e senza infingimenti e senza paure e senza riguardi.
E se la vita ti costa la persecuzione, e tu accettala; e se il tormento, e tu sopportalo.
E se per la verità dovessi sacrificare te stesso e la tua vita, e tu sii forte nel sacrificio.
San Giuseppe Moscati


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Il merito degli alberi e delle rocce



A Benevento un custode della Villa Comunale ha allontanato due giovani omosessuali che si baciavano su una panchina. L’uomo ha fatto, giustamente, presente che in quel luogo vi erano dei bambini. I due omosessuali hanno denunciato il fatto come gesto omofobo. Finanche l’Amministrazione Comunale, il cui sindaco è un ex-democristiano, ha preso le distanze dal custode addirittura minacciando un’indagine a riguardo. Il professor Corrado Gnerre, beneventano, così ha scritto ai madia locali

Un  grande scrittore inglese, Gilbert Keith Chesterton, che non aveva peli sulla lingua ma soprattutto possedeva un tale buon senso da esser capace di prevedere il futuro leggendo intelligentemente i segni dei tempi, disse nei lontani anni ’30 del secolo scorso: “ Verranno giorni in cui si sarà costretti ad impugnare le spade per dimostrare che d’estate le foglie sono verdi . C’ha preso!

Una cosa però Chesterton non aveva previsto (se poi l’ha fatto chiedo scusa ai chesternoniani contemporanei) e cioè che accanto al sovvertimento totale del buon senso, accanto alla pretesa di far passare come normale ciò che non lo è, accanto alla pretesa di trasformare il corretto pensare in un pensare criminale, ci potesse essere anche il trionfo della vergognosa ipocrisia, condita con la paura di tacere e di lasciare che tanti, troppi, credano che … d’estate le foglie non sono verdi .

Guarda caso di foglie dobbiamo parlare, anzi di alberi, anzi di aiuole, anzi di panchine e di ville comunali. Io non so come siano andate effettivamente le cose, o meglio: come sia andata la cosa che si legge sui giornali locali. Mi limito a leggere e a considerare. Un custode interviene perché due giovani, entrambi maschi, si scambiano in pubblico effusioni amorose.  Protesta perché certe cose non si possono fare in pubblico, perché ci sono dei bambini presenti. Con ogni probabilità (non lo so, immagino) il suo  intervento è stato determinato dalla protesta di qualche mamma, di qualche nonna, di qualcuno.. che – guarda caso – adesso sta silenzio. Apriti Cielo!

Dov’è il male? Io non ho paura di chiederlo e faccio appello alla maggioranza silenziosa di questa città che la pensa in un certo modo, che sa che d’estate le foglie sono verdi , ma che ha paura di parlare. Lo ripeto dov’è il male in ciò che ha fatto il custode?

Qui non si tratta di rispettare tutte le persone (dovere), qui non si tratta di non  sindacare i comportamenti privati, qui si tratta di un atto pubblico che sarebbe già di per sé intollerabile tra un uomo e una donna (perché, appunto, si è in un luogo pubblico) a maggior ragione (e ribadisco: a maggior ragione) tra due persone dello stesso sesso. Lo so che è questo il punto nodale, lo so che sarei perseguibile dalla Legge Scalfarotto (che ancora non è stata approvata) e che è Legge degna del più tirannico totalitarismo, perché in nome della tolleranza impone la più impietosa intolleranza: se non segui il mio modo di pensare, se non accetti il mio modo di vedere la vita … non sei degno di manifestare le tue idee.

Faccio appello a tanti, troppi, che non hanno il coraggio di parlare e di intervenire. Finanche l’Amministrazione Comunale si è mossa. Il Sindaco, che pur  proviene da certi ambienti di scudi crociati (ma forse è proprio questo il problema), cresciuto tra le fila dei discepoli di Mastella (che pur ebbe il merito in occasione dei “Dico” – e chi li ricorda più – di far cadere il governo Prodi), da buon democratico e catto-pragmatico (perché non esistono più i catto-comunisti ma i catto-pragmatici, non lo sapevate?) interviene con la sua Amministrazione facendo capire che simili episodi di omofobia non devono più accadere. Salvo poi, forse, a pensarla diversamente nell’intimo della propria coscienza.

Ebbene, qui è il problema: bisogna avere il coraggio delle proprie idee. Ecco perché – torno a ripetere – faccio appello ai tanti, troppi, che stanno in silenzio come coniglietti timorosi. Io mi sento in obbligo di parlare.

E al custode della Villa Comunale ricordo le parole di un grande, di San Bernardo di Chiaravalle che diceva ai suoi discepoli:  “ Troverai più nei boschi che nei libri. Gli alberi e le rocce ti insegneranno cose che nessun maestro ti dirà ”.

Caro custode, che vuole? Evidentemente, né nei salotti radical-chic di Benevento né a Palazzo Mosti ci sono alberi e rocce. E lei, piuttosto, ringrazi Dio del luogo in cui lavora.


Corrado Gnerre 22 luglio 2014






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