Non
temete se vostro figlio tornando da scuola vi racconta che l’insegnante di
matematica ha tenuto una lezione di storia e quello di chimica di italiano. Preoccupatevi
seriamente invece se un insegnante di Religione risponde a una domanda riguardo
gli omosessuali attenendosi alla sua materia. Questo è il nuovo reato per la
Repubblica Italiana.
Siamo
al paradosso e il fatto che l’episodio di quanto accaduto nella scuola di
Moncalieri sia diventato una notizia dovrebbe far riflettere. Cosa ci si
aspetta da un insegnante di Religione? Che parli contro la legge di Dio? Soprattutto,
ci chiediamo, perché tanto accanimento?
All’istituto
superiore Pirinfanina di Moncalieri, durante una lezione di Religione in un
aula formata da una ventina di sedicenni, è stata posta una domanda all’insegnante
riguardo gli omosessuali ed in particolar modo se questi possono essere
considerati come persone normali. Molti giornali che da anni sostengono le
tante associazioni pro-gay hanno scritto tutto e il contrario di tutto. In
realtà la risposta dell’insegnante è stata semplice e coerente con quanto
avviene tutt’oggi: ovvero, che esistono due correnti di pensiero, una che
ritiene del tutto naturale essere attratti dallo stesso sesso, e un’altra che
sostiene trattarsi di una questione di natura psicologica, il più delle volte
dettata da episodi avuti durante l’infanzia (oltre ovviamente anche dal
bombardamento mediatico dettato oggi dal sistema, il quale, aggiungiamo noi,
crea i presupposti per poter far credere a l’opinione pubblica che la scelta
omosessuale sia normale esattamente quanto quella eterosessuale). La
professoressa ha poi continuato dicendo che dall’omosessualismo si può guarire.
Onestamente non troviamo nulla che possa essere tacciato di “omofobia”
(concetto strumentale inventato ad hoc per creare il reato di opinione e
condizionare così – con la minaccia giudiziaria – la mentalità generale) in
questa risposta, anzi, crediamo che sia assolutamente veritiero il fatto che si
possa “guarire” dall’essere attratti dallo stesso sesso e la riprova sono le
tantissime testimonianze avute da ex omosessuali che oggi vivono la loro
eterosessualità in maniera convinta e soprattutto felice (noto è il caso di
Luca Di Tolve).
L’unico
aspetto meno piacevole del loro ritorno a una vita serena risiede nel fatto che
sono costretti a subire da parte degli omosessuali una moltitudine di insulti
tanto da far dire loro che si sentivano protetti e tutelati dalla società solo
quando appartenevano alla lobby.
A
sostegno di quanto detto dall’insegnante basterebbe riportare le dichiarazioni
del Royal College degli Psichiatri sul fatto che la gente non nasce omosessuale
ed è stata accolta da tutti come “un’importante ammissione”.Tutte le ricerche
scientifiche sul cervello degli omosessuali, sulla loro genetica, sull’epigenetica,
sono sempre state smentite e lo saranno sempre anche nel futuro, proprio
perché, come le neuroscienze hanno confermato, la sessualità è essa stessa un’emozione
che risiede nel cervello emotivo delle persone, può anche cambiare nelle
persone ma non è parte integrante del corpo umano.
Il
National Human Genome Research Institute (NHGRI) ha dichiarato nell’aprile del
2012: «Gran parte della ricerca ha esaminato le possibili influenze di fattori
genetici, ormonali e le influenze evolutive, sull’orientamento sessuale, ma non
sono mai emersi risultati che permettono agli scienziati di concludere che l’orientamento
sessuale è determinato da un particolare fattore o fattori».
Dunque
cosa ha detto di non vero o sbagliato l’insegnante per essere addirittura
accusata di “omofobia”? Il preside dell’istituto ha chiesto chiarimenti, il
vice sindaco di Moncalieri ha dichiarato che “non c’è spazio né per gli omofobi
né per l’omofobia” ed ovviamente le associazioni omosessualiste (tramite il
presidente dell’arcigay Torino Marco Giusta) ha parlato di discriminazione.
È
inconcepibile pensare che questa persona debba difendersi per aver esposto ai
suoi alunni quali siano le correnti di pensiero. Ci viene il legittimo sospetto
che se avesse detto solo una di queste, ovvero quella che si tratti di una cosa
del tutto normale, nessuno avrebbe avuto da ridire. Non è andata così, e ora
pare che vogliano prendere seri provvedimenti nei riguardi della docente. Vien
da pensare dopo l’accaduto che una possibile entrata in vigore della legge Scalfarotto
porterebbe all’arresto molto più della metà degli italiani i quali si
ritroveranno a dover tacere sul loro modo di concepire la famiglia. O forse si
sta facendo di tutto per eliminare una materia fondamentale come la Religione.
La
Confederazione Civiltà Cristiana vuole essere al fianco di questa insegnante
che con determinazione non ha voluto cedere al sistema, tra l’altro svolgendo
il suo lavoro. Invitiamo tutti a riflettere sull’evidenza sempre più evidente e
cogente dell’esistenza di una lobby omosessualista potente e pericolosa, il cui
fine è l’imposizione dell’omosessualismo nella società e la fine di ogni
libertà giuridica di esprimere il dissenso, anche nelle forme più elementari.
Siamo
giunti al punto che la parola stessa di Dio è divenuta un motivo per essere
accusati? Non si vuole avallare alcuna forma di violenza, ma solo difendere sia
il diritto alla libertà di parola ed espressione (garantito dalla Costituzione)
sia il diritto a voler vivere una vita e in una società che rispondano ai
dettami immutabili del diritto naturale e della legge di Dio.
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Il Comitato Sì alla famiglia, presieduto da Massimo Introvigne, ha lanciato a Roma il 16 gennaio, in una riunione con parlamentari di diversi partiti una proposta di legge dal titolo Testo unico sui diritti dei conviventi. In questa sede non entreremo nel dettaglio delle singole disposizioni, cosa che riserviamo ad un successivo analitico intervento, ma cercheremo di tratteggiare il vulnus alla famiglia naturale costituito dallo stesso testo unico considerato nel suo complesso.
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Claudio Vitelli
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A Benevento un custode della Villa Comunale ha allontanato due giovani omosessuali che si baciavano su una panchina. L’uomo ha fatto, giustamente, presente che in quel luogo vi erano dei bambini. I due omosessuali hanno denunciato il fatto come gesto omofobo. Finanche l’Amministrazione Comunale, il cui sindaco è un ex-democristiano, ha preso le distanze dal custode addirittura minacciando un’indagine a riguardo. Il professor Corrado Gnerre, beneventano, così ha scritto ai madia locali
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Corrado Gnerre
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Corriere della Sera, 9 luglio 2014, p. 12, trafiletto in basso a destra: un pasticcere di Belfast rischia di essere incriminato perché si è rifiutato di preparare una torta recante il marchio di una associazione irlandese omosessualista. Accusa: discriminazione a sfondo sessuale. È da precisare che la ditta (i proprietari hanno ben sei negozi) ha specificato che il rifiuto è dovuto alle proprie convinzioni religiose: sono cattolici e sostenitori della famiglia naturale
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Massimo Viglione
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Non è delle olgettine, di feste, “signore” o “escort” – reali o meno – che si vuole parlare in questo articolo, già fin troppo si è detto a riguardo. Chi scrive fa di mestiere il docente e il ricercatore di storia, e conosce la storia: e bene specificare questo perché chi conosce la storia non può far finta di meravigliarsi perché un uomo di potere, per giunta fra i più ricchi del mondo, abbia amanti e si diverta immoralmente: un conto infatti è la piena condanna morale del fatto in sé, sulla quale non possono esservi dubbi, un conto la consapevolezza empirica dell’animo umano: chi conosce la storia sa molto bene quale presenza ingombrante siano molto spesso state le donne per gli uomini di potere di tutti i tempi e luoghi
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Massimo Viglione
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Nel giorno del giuramento per il suo secondo mandato, il Presidente degli USA Obama ha detto che al primo posto nel suo programma viene l’adempimento di una politica di vera “uguaglianza”, e i primi a dover essere “uguagliati” sono i cosiddetti “diritti” degli omosessuali.
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Massimo Viglione
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