Il Giudizio Cattolico

Ama la verità; mostrati qual sei, e senza infingimenti e senza paure e senza riguardi.
E se la vita ti costa la persecuzione, e tu accettala; e se il tormento, e tu sopportalo.
E se per la verità dovessi sacrificare te stesso e la tua vita, e tu sii forte nel sacrificio.
San Giuseppe Moscati


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Verso la fine delle libertà costituzionali?



Non temete se vostro figlio tornando da scuola vi racconta che l’insegnante di matematica ha tenuto una lezione di storia e quello di chimica di italiano. Preoccupatevi seriamente invece se un insegnante di Religione risponde a una domanda riguardo gli omosessuali attenendosi alla sua materia. Questo è il nuovo reato per la Repubblica Italiana.

Siamo al paradosso e il fatto che l’episodio di quanto accaduto nella scuola di Moncalieri sia diventato una notizia dovrebbe far riflettere. Cosa ci si aspetta da un insegnante di Religione? Che parli contro la legge di Dio? Soprattutto, ci chiediamo, perché tanto accanimento?

All’istituto superiore Pirinfanina di Moncalieri, durante una lezione di Religione in un aula formata da una ventina di sedicenni, è stata posta una domanda all’insegnante riguardo gli omosessuali ed in particolar modo se questi possono essere considerati come persone normali. Molti giornali che da anni sostengono le tante associazioni pro-gay hanno scritto tutto e il contrario di tutto. In realtà la risposta dell’insegnante è stata semplice e coerente con quanto avviene tutt’oggi: ovvero, che esistono due correnti di pensiero, una che ritiene del tutto naturale essere attratti dallo stesso sesso, e un’altra che sostiene trattarsi di una questione di natura psicologica, il più delle volte dettata da episodi avuti durante l’infanzia (oltre ovviamente anche dal bombardamento mediatico dettato oggi dal sistema, il quale, aggiungiamo noi, crea i presupposti per poter far credere a l’opinione pubblica che la scelta omosessuale sia normale esattamente quanto quella eterosessuale). La professoressa ha poi continuato dicendo che dall’omosessualismo si può guarire.
Onestamente non troviamo nulla che possa essere tacciato di “omofobia” (concetto strumentale inventato ad hoc per creare il reato di opinione e condizionare così – con la minaccia giudiziaria – la mentalità generale) in questa risposta, anzi, crediamo che sia assolutamente veritiero il fatto che si possa “guarire” dall’essere attratti dallo stesso sesso e la riprova sono le tantissime testimonianze avute da ex omosessuali che oggi vivono la loro eterosessualità in maniera convinta e soprattutto felice (noto è il caso di Luca Di Tolve).

L’unico aspetto meno piacevole del loro ritorno a una vita serena risiede nel fatto che sono costretti a subire da parte degli omosessuali una moltitudine di insulti tanto da far dire loro che si sentivano protetti e tutelati dalla società solo quando appartenevano alla lobby.

A sostegno di quanto detto dall’insegnante basterebbe riportare le dichiarazioni del Royal College degli Psichiatri sul fatto che la gente non nasce omosessuale ed è stata accolta da tutti come “un’importante ammissione”.Tutte le ricerche scientifiche sul cervello degli omosessuali, sulla loro genetica, sull’epigenetica, sono sempre state smentite e lo saranno sempre anche nel futuro, proprio perché, come le neuroscienze hanno confermato, la sessualità è essa stessa un’emozione che risiede nel cervello emotivo delle persone, può anche cambiare nelle persone ma non è parte integrante del corpo umano.

Il National Human Genome Research Institute (NHGRI) ha dichiarato nell’aprile del 2012: «Gran parte della ricerca ha esaminato le possibili influenze di fattori genetici, ormonali e le influenze evolutive, sull’orientamento sessuale, ma non sono mai emersi risultati che permettono agli scienziati di concludere che l’orientamento sessuale è determinato da un particolare fattore o fattori».

Dunque cosa ha detto di non vero o sbagliato l’insegnante per essere addirittura accusata di “omofobia”? Il preside dell’istituto ha chiesto chiarimenti, il vice sindaco di Moncalieri ha dichiarato che “non c’è spazio né per gli omofobi né per l’omofobia” ed ovviamente le associazioni omosessualiste (tramite il presidente dell’arcigay Torino Marco Giusta) ha parlato di discriminazione.

È inconcepibile pensare che questa persona debba difendersi per aver esposto ai suoi alunni quali siano le correnti di pensiero. Ci viene il legittimo sospetto che se avesse detto solo una di queste, ovvero quella che si tratti di una cosa del tutto normale, nessuno avrebbe avuto da ridire. Non è andata così, e ora pare che vogliano prendere seri provvedimenti nei riguardi della docente. Vien da pensare dopo l’accaduto che una possibile entrata in vigore della legge Scalfarotto porterebbe all’arresto molto più della metà degli italiani i quali si ritroveranno a dover tacere sul loro modo di concepire la famiglia. O forse si sta facendo di tutto per eliminare una materia fondamentale come la Religione.

La Confederazione Civiltà Cristiana vuole essere al fianco di questa insegnante che con determinazione non ha voluto cedere al sistema, tra l’altro svolgendo il suo lavoro. Invitiamo tutti a riflettere sull’evidenza sempre più evidente e cogente dell’esistenza di una lobby omosessualista potente e pericolosa, il cui fine è l’imposizione dell’omosessualismo nella società e la fine di ogni libertà giuridica di esprimere il dissenso, anche nelle forme più elementari.

Siamo giunti al punto che la parola stessa di Dio è divenuta un motivo per essere accusati? Non si vuole avallare alcuna forma di violenza, ma solo difendere sia il diritto alla libertà di parola ed espressione (garantito dalla Costituzione) sia il diritto a voler vivere una vita e in una società che rispondano ai dettami immutabili del diritto naturale e della legge di Dio.

Pietro Di Martino 7 novembre 2014






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